sabato 13 ottobre 2012

I Clan di Scozia

Sono diventati famosi per i film e per le varie leggende...ma cosa sappiamo di preciso dei Clan Scozzesi?

La società scozzese tradizionale era organizzata in clan. La parola clan deriva infatti dal gaelico scozzese clann, "progenie, bambino o discendenti", che sottolinea il senso di legame familiare. I clan sono registrati presso il Lord Lyon, King of Arms, che agisce come un'autorità in questioni di araldica e di stemmi.
Storicamente il clan era composto di chiunque abitasse nel territorio del capo o nelle terre di coloro i quali dovevano fedeltà al capo clan. Nel corso del tempo, con il continuo mutamento dei confini del clan, con l'emigrazione e con i cambi di regime, i clan cominciarono quindi a essere formati da persone non imparentate tra loro e che portavano cognomi differenti; spesso però le persone che risiedevano sulle terre di un capo finirono per adottare il cognome del clan.
Da un punto di vista sociale, i figli dei capi venivano allevati da membri selezionati dell'aristocrazia di un clan (tradizionalmente il fratello della madre, cioè di un altro clan), i cui figli venivano a loro volta affidati ad altre persone. Questa pratica portava alla creazione di intensi vincoli e una forte coesione tra diversi clan.
Ogni clan ha un proprio tartan che risale spesso al XIX secolo, essendo essi stati proibiti nel Settecento e quindi dimenticati.
La moderna immagine dei clan, ognuno dei quali con un proprio tartan e un preciso territorio, venne promossa dall'autore scozzese Sir Walter Scott, e altri dopo di lui; storicamente i disegni dei tartan erano associati con i distretti delle Lowland e delle Highland, i cui tessitori tendevano a produrre motivi di tessuti particolarmente apprezzati dalle popolazioni. Per un processo di evoluzione sociale, ne conseguì che le famiglie prominenti di un particolare distretto iniziarono ad indossare il tartan della regione e il passo successivo fu l'identificazione della comunità in quel disegno.


fonte: Wikipedia


venerdì 12 ottobre 2012

Estratto WimoHB: un pò di parolacce...

"William!" Il suo viso era pieno d'angoscia. "Che cosa c'è? Ho..."
Abbassò lo sguardo su di lei, con la faccia stravolta, ma scosse la testa.
"Tu non hai fatto niente", disse con un notevole sforzo. "Tu ... tu non potresti mai fare niente che ..." Si voltò di scatto verso Ian, pugno chiuso sulla sua spada. "Ma tu , fottuto bas... tu figlio di una cagna! Cugino!"
"Oh," disse Ian stupidamente. "Lo sai allora."
"Sì, lo so dannazione! Avresti potuto dirmelo cazzo!"
"Sapere che cosa?" Rachel superò Ian, guardando lui e William e viceversa.
"Non dirglielo cazzo!" William scattò. 

"Non essere sciocco", disse Rachel ragionevole. "Certo che me lo dirà, quando saremo soli. Non vuoi dirmelo tu stesso? Penso che forse tu potresti spiegarti meglio di Ian." Il suo sguardo si fissò sul labbro di Ian e la sua bocca si contrasse. Ian si sarebbe potuto offendere se non fosse che il disagio di William fosse così evidente.
"Non è davvero una vergogna..." cominciò, ma poi si bloccò mentre il pugno chiuso di William si ritraeva.
"Non credi?" William era così furioso, la sua voce era quasi impercettibile. "Scoprire di essere... di discendere da un criminale scozzese? Che sono un bastardo del cazzo? "
Nonostante la sua determinazione ad essere paziente, Ian sentì i propri peli rizzarsi. "Criminale,poi!" Sbottò. "Ogni uomo sarebbe orgoglioso di essere il figlio di Jamie Fraser!"
"Oh," disse Rachel, anticipando il successivo commento di William. "Quello".
"Cosa?" Guardò verso di lei. "Che diavolo vuoi dire con quello?"
"Abbiamo pensato che fosse così, Denny e io" Alzò una spalla, pur mantenendo sotto controllo William il quale sembrava fosse sul punto di esplodere come un mortaio da dodici chili. "Ma pensavo che non ti andasse di parlarne. Non sapevo che tu...come facevi a non saperlo?" Chiese incuriosita. "La somiglianza..."
"Fanculo la somiglianza!"


 da Written in my own Heart's Blood

lunedì 8 ottobre 2012

Estratto WimoHB: in cui Jenny tira le somme

Gli occhi di Jenny erano blu scuro e normalmente allungati, felini, come quelli di suo fratello.
In quel momento erano tondi come delle biglie. 
Chiuse gli occhi una volta, due, scosse la testa come per schiarirsi la vista, comprendendo quello che le avevo appena detto.
"Allora, Jamie si è allontanato con il tuo Lord John, l'armata Inglese li sta inseguendo, il ragazzo che ho incontrato con il fumo che gli usciva dalle orecchie è il figlio di Jamie - ovvio che lo è, se ne accorgerebbe anche un cieco - e la città ribolle di soldati. Ho capito bene?"
"Non è esattamente il mio Lord John" dissi. "Ma si, più o meno è così. Ne deduco che Jamie ti abbia parlato di William."
"Si, lo ha fatto". MI sorrise sopra il bordo della sua tazza di tea. "Sono così felice per lui. Ma che problema ha quel ragazzo? Sembrava che stesse inseguendo un orso".
"Cosa state dicendo?" Mrs Figg intervenne all'improvviso. Posò il vassoio che stava portando, la lattiera e la zuccheriera d'argento tintinnarono. "Di chi è figlio William?"
Ingurgitai un sorso di tea per prendere coraggio. Mrs Figg sapeva che ero stata la moglie - e teoricamente la vedova - di un certo James Fraser. Questo era tutto.
"Bhe" dissi, e feci una pausa per schiarirmi la voce. "Quel gentiluomo alto con i capelli rossi che era qui prima, lo avete visto?"
"Si." Mi guardò con gli occhi socchiusi.
"Lo avete osservato?"
"Non ho prestato molta attenzione al suo viso quando è venuto qui a chiedermi dove foste, ma ho visto il suo fondoschiena abbastanza bene, quando mi ha scansata ed è corso su per le scale."
"Probabilmente la somiglianza è meno evidente in quel punto" sorseggiai altro tea "Umm..quel gentiluomo è James Fraser, il mio..er..il mio -" "Primo marito" non sarebbe stato accurato, ma neanche "ultimo marito", quindi scelsi l'alternativa più semplice. "Mio marito. E..il padre di William".
Mrs Figg rimase a bocca aperta, senza emettere suoni per un istante. Fece qualche passo indietro e lentamente si mise a sedete sul divano, con un lieve phumph.
"William lo sa?" chiese dopo un attimo di riflessione.
"Lo sa" risposi, con un breve cenno ad indicare la devastazione su per le scale, chiaramente visibile attraverso la porta del salotto dove eravamo sedute.

 da Written in my own Heart's Blood

venerdì 5 ottobre 2012

Estratto WimoHB

William guardò bruscamente Ian, cogliendo il tono della sua voce, poi di nuovo Rachel, la cui mano stava ancora stringendo. 
"Siamo fidanzati, William...Ian ed io", disse tirando delicatamente la mano dalla sua e mettendola su quella di Ian.Il volto di William cambiò bruscamente, perdendo del tutto il suo aspetto felice. Guardò Ian con qualcosa di molto vicino all'antipatia. 
"Lo siete", disse con voce piatta. "Suppongo che devo augurarvi ogni felicità, allora. Buona giornata." Girò sui tacchi e Ian, sorpreso, allungò la mano per tirarlo indietro. 
"Aspetta", disse e poi William si voltò e lo colpì sulla bocca.Era disteso sulla schiena sopra le foglie, sbattendo le palpebre incredulo, mentre Rollo si precipitò su di lui e affondò i denti in una parte tenera di William, a giudicare dal gemito e dal breve grido sbalordito di Rachel.
"Rollo! cattivo-cane e anche tu sei un cane cattivo William Ransom! Che diavolo credi di fare?"Ian si mise a sedere, toccandosi delicatamente con le dita le labbra che sanguinavano. Rollo si era allontanto un po' dopo il rimprovero di Rachel, ma mantenne gli occhi gialli fissi su William e un labbro arricciato che scoprivano i denti, un debole rumore di un ringhio proveniva dall'enorme petto. 
"Seduto," Ian disse brevemente, e si alzò in piedi. William si era seduto e stava esaminando il polpaccio che stava sanguinando attraverso la calza di seta strappata. Quando vide Ian, si alzò in piedi. Il suo viso era rosso e sembrava volesse commettere un omicidio o scoppiare in lacrime. Forse entrambi, pensò Ian con sorpresa. 
Stava attento a non toccare William di nuovo, ma si spostà un poco - di fronte a Rachel, nel caso in cui l'uomo esplodesse di nuovo. Lui era armato, dopo tutto, aveva una pistola e una spada alla cintura. 
"Stai bene, amico?" Chiese, con lo stesso tono di tranquilla preoccupazione che aveva sentito usare da suo padre con sua madre e lo zio Jamie. Evidentemente era davvero il tono giusto per avere a che fare con un Fraser in procinto di dare in escandescenza, poi William respirò come un'orca per un momento o due, poi si tornò tutto sotto controllo.

 da Written in my own Heart's Blood

mercoledì 3 ottobre 2012

Prima notte

CAPITOLO 7 - LA CAMERA DEI SEGRETI




lunedì 1 ottobre 2012

News: torna Lord John!

La Corbaccio pubblicherà a NOVEMBRE la seconda parte del libro della serie di Lord John uscita a luglio 'Lord John e i fantasmi del passato' e si intitolerà  

LORD JOHN E UNA VERITA' INASPETTATA

Prezzo: € 12,90
Pagine: 200, rilegato   
Editore: Corbaccio
Collana: Narratori Corbaccio
Genere: Gialli-horror-noir
EAN: 9788863804225


Descrizione
Nel pieno della Guerra dei sette anni Lord John Grey, brillante ufficiale dell'esercito inglese e figlio cadetto di un'aristocratica famiglia, si trova a combattere su più fronti: ha appena scoperto che il suo amore segreto lo tradisce, non riesce a venire a capo del mistero che si cela dietro le pagine strappate del diario di suo padre, morto suicida anni prima, e viene catapultato in pieno nella terribile battaglia di Hückelsmay, dove inglesi e prussiani fronteggiano le forze imperiali e francesi. Ferito è costretto a far ritorno a casa, dove riuscirà, con l'aiuto di uno scozzese giacobita, James Fraser, a scoprire che dietro il suicidio del padre in realtà si cela un omicidio commesso da qualcuno che lui conosce bene.

Estratto WimoHB: MOBY in poche parole..

"Non sono una brava persona." 
Le parole erano state pronunciate piano, e ci volle un pò perché le capisse. Roger alzò lo sguardo per vedere Buck accasciato su una roccia, un lungo bastone in mano per attizzare il fuoco in modo sconnesso.
Roger si passò una mano sul mento. Si sentiva stanco, scoraggiato e non dell'umore adatto per dispensare consigli pastorali.
"Ne ho incontrate di peggiori" disse, dopo una pausa. Suonava poco convincente.
Buck lo guardò sotto la frangia di capelli biondi.
"Non stavo cercando una negazione o una consolazione", disse seccamente. "E' un dato di fatto. Chiamatela una presentazione
, se preferite."
"Va bene." Roger si stiracchiò, sbadigliando, poi si sedette. "Una presentazione per cosa? Per delle scuse?" vide l'espressione interrogativa sul volto del suo antenato, e irritato, si toccò la gola. "Per questa?"
"Ah, quella." Buck si sistemò un poco e strinse le labbra, gli occhi fissi sulla cicatrice.
"Sì, quella!" Roger sbottò, l'irritazione si trasformò improvvisamente in rabbia. "Non avete idea di che cosa mi avete portato via, bastardo?"
"Forse un po'." Buck rispose dando dei colpetti al fuoco, aspettando fino a che la punta del suo bastone bruciasse per poi spegnerlo di nuovo nel fango. "Ho sentito che cantate, eh?" Tacque, però, e per un po' non ci fu alcun suono, solo il rumore del vento attraverso le felci secche. Un fantasma che cammina, pensò Roger, guardando le fronde brune all'interno del cerchio di luce del fuoco che si ingrandiva e poi svaniva di nuovo.
"Non ti chiederò scusa, s'intende," Buck disse alla fine con gli occhi ancora fissi sul fuoco. "Ma è questo l'intento. Non volevo che la impiccassero." Avvocati del cazzo.
Roger emise un basso rumore in risposta. Gli faceva male. Era dannatamente stanco di sentire male parlando, o cantando, o anche grugnendo.
"
Levati dalle palle", disse bruscamente alzandosi in piedi. "Solo...levati dalle palle. Non voglio più guardarti."


da Written in my own Heart's Blood