venerdì 5 giugno 2015

Diario di Viaggio: la Scozia di Marilisa

Da oggi il blog si arricchisce di una nuova rubrica...fatta da voi! Si esattamente, proprio da voi ;)
In "Diari di Viaggio" infatti, chiunque abbia fatto un viaggio in Scozia e voglia condividere la propria esperienza, dando consigli e suggerimenti a chi voglia visitare questa bellissima terra, può farlo!

Contattateci e raccontateci la vostra Scottish Holiday!
Ad aprire i viaggi, ci pensa la Sassenach Marilisa...


Il viaggio in Scozia 
di Marilisa Pazienza 

Periodo: maggio 2014
Durata: 4 giorni, 3 notti
Numero di persone: 2 adulti e 2 bambini
Trasporto: volo Easyjet Parigi CDG-Edimburgo 25 € a persona /Edimburgo – Napoli 65 € a persona


Ci sono libri che fanno sognare e riescono ad accompagnare i lettori in posti lontani solo con la forza delle parole, ma quando le parole non bastano più allora la voglia di vivere il libro prende il sopravvento. 

Ed è quello che è accaduto a me leggendo La straniera splendido libro della scrittrice Diana Gabaldon, ambientato in questa terra selvaggia e affascinante, come i suoi protagonisti. Il sogno si è trasformato in realtà a maggio dello scorso anno. Cominciamo da Edimburgo, un gioiello di architettura medievale: camminare per le sue vie, percorrere la Royal Mile, sulle orme dei miei amati Jamie e Claire, fino al Palazzo di Holyrood, teatro del secondo libro della Gabaldon vi riporterà indietro nel tempo, e nelle pagine del vostro libro del cuore; una foto al World’s End, l’acciottolato e i palazzi di mattoncini scuri, i close, stretti vicoletti che costeggiano il Mile, hanno un fascino senza tempo se poi li percorrerete alla ricerca della famosa stamperia di un certo Alexander Malcom la visita risulterà ancor più avventurosa… potenza dei libri!
Non si può certo venire a Edimburgo senza visitare il meraviglioso Castello che si erge su una rocca da cui domina e protegge la città e al cui interno è esposta la Destiny’s stone (la pietra del destino) su cui venne incoronato re Robert Bruce, e i gioielli della corona. Se poi all’arrivo riuscite ad essere fortunati come noi e assistere al cambio della guardia in kilt e farvi una bella foto con un soldato tutto in ghingheri allora siete a cavallo.

Visita del Castello di Edimburgo con pacchetto family: 70£, circa 80 euro
2 notti al Premier InnPrincessstreet, un albergo ottimo per famiglie, in una quadrupla: 120£.
Noleggio online auto Hertz per 2 giorni: 70


Dopo 2 giorni a Edimburgo abbiamo preso un’auto a noleggio e dopo lo smarrimento iniziale della guida a destra, siamo partiti alla volta del più fotografato e conosciuto castello scozzese l’Eileian Donnan, che regala una visita unica, un tuffo nel passato attraverso torri, passaggi segreti e spade di highlander valorosi. Ma la parte più interessante del viaggio (almeno per me) sta per arrivare; a circa un’ora di auto ci siamo diretti verso Inverness. 
Al mattino presto tappa verso Culloden Moor, cuore della storia del mio adorato libro, a circa 15 minuti da Inverness.
E così mi sono immersa completamente nella storia, un luogo che ha un impatto unico per chi ha amato, vissuto e respirato questo libro come me, un luogo dove il tempo si è fermato all’ultima battaglia degli highlander, un giro attraverso le pietre dei clan in quella brughiera desolata e spazzata dal vento che riecheggia ancora delle urla di quella battaglia devastante per il popolo scozzese; la visita alla pietra Fraser è stata un’emozione indescrivibile così come la visione del famoso capanno dove si svolge una delle scene più belle ed emozionanti che io abbia mai letto.
Non poteva mancare la visita al sito archeologico di Cava Cairns che ha ispirato la Gabaldon per il cerchio di pietre, a circa 10 minuti da Culloden. E così lungo questi particolari monoliti, e su una pietra spaccata in due si è chiuso il mio cerchio ed il mio sogno di poter vivere dal vivo le emozioni regalatemi attraverso le pagine di questo meraviglioso libro.
 


Visita al Castello di Eileian Donnan con pacchetto family: 16£.
1 notte con colazione scozzese al Fraser’s House B&B: 120£.
Visita a Culloden Moor con pacchetto famiglia: 20£.
Visita a Cava Cairns: ingresso libero.


Móran taing Sassenach Marilisa per aver condiviso con noi la sua magica esperienza.


giovedì 4 giugno 2015

Dietro lo scioccante finale di stagione di Outlander

La storia dietro il finale scioccante della prima stagione di Outlander.

**Spoiler sul finale della prima stagione di Outlander**

Quando vediamo Jamie e Jack all’inizio del finale di stagione di Outlander, i due uomini sono nudi, a letto insieme mentre si fa giorno – anche se dallo sguardo sul volto di Jamie è probabile che lui non abbia dormito nemmeno per un momento. Dopo una lunga notte con la sua nemesi, sembra devastato, rovinato, perso. “Non ho voluto fare questo tipo di nudo finché non avesse avuto un grande effetto” ci ha detto l’attore Sam Heughan che interpreta Jamie Fraser. “Spero che sia uno shock, piuttosto che qualcosa di piacevole da guardare. È tipo ‘O mio Dio, cos’è successo a questa persona?’”
“È così triste da vedere!”, concorda l’attrice Caitriona Balfe.
La scena iniziale è costruita per scioccare quella parte di pubblico che, dopo l’infausto finale dell’episodio 15, potesse aver sperato che qualcuno sarebbe arrivato per salvare Jamie prima che soffrisse ancora. “Una grossa fetta di loro si stava dicendo ‘Oh, questo non succederà,’” racconta il produttore Ron D. Moore. “Angus arriverà, volando su una corda o qualsiasi altra cosa, e tutto andrà bene”.
E perché non avremmo dovuto pensarlo? Non è quello che è successo a Claire, quando Jack stava per violentarla alla fine della puntata prima della pausa di metà stagione? Finora, ogni tentato stupro non è stato evitato all’ultimo momento? Ma fin dall’inizio, Moore ha cercato di avvisare quella parte di pubblico che non ha letto i libri, che la stagione sarebbe stata più cupa e più brutale, per prepararli per questo momento. “Non giochiamo qui,” dice Moore. “Questa è la storia. C’è un libro che stiamo seguendo e questa è una parte della storia che è assolutamente necessaria per quel libro. Non c’è veramente modo di non farla. È una situazione orribile, quindi doveva essere orribile.”
Lo stupro maschile è così raramente rappresentato in televisione, che avere non uno ma due eventi che opprimono il personaggio principale e richiedono una guarigione in stile intervento è piuttosto pionieristico.“Questa non è una situazione in cui metti il tuo personaggio maschile principale,” dice Moore. “Ho subito saputo, non appena ho letto il libro, di non aver mai visto niente di simile in un film o in televisione. Ho sentito come se avessimo trovato una sfida unica, una storia unica e non ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa là fuori che ci potesse essere d’aiuto nella realizzazione, quindi è stato tipo “Come lo faremo?”
La sfida n.1 è stata adattare le scene dal libro di Diana Gabaldon. Moore aveva pianificato gli episodi 15 e 16 come due parti di un unico episodio e, inizialmente, aveva suddiviso la sceneggiatura fra lui e Ira Behr (Behr aveva il 15 e Moore il 16). Ma mentre Moore provava a scrivere il suo episodio, si dibatteva con i punti emotivi fondamentali. I dialoghi e la conversazione fra Jamie e Black Jack non erano un problema – “puoi scriverne pagine intere con semplici scambi di battute avanti e indietro” – ma non riusciva a trovare un ritmo fra la violenza, la paura, l’agonia e i momenti più calmi di riflessione. “Sarei rimasto bloccato nelle chiacchiere e poi avrei solo buttato lì la violenza, non sarebbe sembrato collegato,” dice. “E non volevo cazzeggiare con questo.” Così ha chiamato Behr per avere un aiuto. I due non collaboravano a una sceneggiatura da quando lavorarono insieme a “Star Trek”, ma “tutto si è unito armoniosamente.”
Insieme hanno trovato una struttura, che si discosta dalla sequenza degli eventi nel libro della Gabaldon. Invece che avere i protagonisti che lasciano la Scozia per andare in Francia, dove avrebbe avuto luogo la guarigione di Jamie nel corso di diverse settimane, hanno deciso di far restare i personaggi in Scozia, “così c’è sempre una sensazione di pericolo che incombe su di loro. Non sono tornati a casa liberi.” Dava un senso di urgenza molto più profondo,” dice Moore.
Posizionare l’Abbazia in Scozia ha fatto collassare la linea temporale e ha reso tutto ciò che è successo a Jamie più recente. “
Un altro cambiamento chiave è stato raccontare parte della storia dal punto di vista di Jamie, un espediente iniziato nel nono episodio. Questo ha reso la storia di Jamie meno un flashback e più un ricordo “spingendolo nuovamente verso cose che ha, letteralmente, appena lasciato,” specialmente ogni volta che vede il volto di Claire. “Jamie può subire una punizione, lo abbiamo visto più e più volte,” dice Heughan, “ma non importa, fintanto che ha Claire. È la sua forza, e Black Jack la spezza. Ritara, ricalibra Jamie incasinando la sua mente e fa in modo che Jamie associ lui a Claire in quei momenti. Così adesso, quando lui vede Claire, Black Jack è lì, e lui si sente completamente perso.”
Parte di questo succede perché il metodo di Black Jack non consiste solamente nel violentare un soggetto non consenziente. Black Jack insiste affinché Jamie partecipi. Paragonato ai precedenti tentativi di stupro di Claire e Jenny, questo, per Jack, è un atto di seduzione. “Sa quello che sta facendo,” dice l’attore Tobias Menzies (Black Jack). “E una parte di lui sta esprimendo la sua sessualità, per quanto contorta. A quei tempi ‘bisessuale’ non significava nulla. La sessualità era molto meno definita. Semplicemente desidera quello che desidera. E non sembra avere nessun complesso o problema o insicurezza in proposito. Non pensa ci sia nulla di strano in questo. Si può anche ipotizzare che ci sia qualcosa di tenero nei sentimenti di Jack per Jamie, che possa addirittura voler essere amato da lui. La loro manifestazione è violenta, ma la fonte è un più semplice impulso umano.”
Questa tenerezza, dopo tutto quel dolore, porta Jamie a sperimentare un momento di, potremmo dire, liberazione. Questo, forse, più dello stupro stesso, porta Jamie a incolparsi e a provare disgusto per sé stesso. “Lo shock che ti sia piaciuto, cosa dice di te?” dice Moore. “È un enorme carico di pressione psicologica – cosa pensa di sé, cosa pensa di sé come uomo, come pensa che si ripercuoterà sulla sua relazione con Claire. Cosa dovresti fare in questa situazione?”
Per dare agli attori lo spazio e il tempo per approcciare queste profondità psicologiche, Moore ha garantito loro delle prove separate (“che normalmente non abbiamo in programma”) e hanno dato i loro frutti. Mentre ne discutevano fra di loro, Heughan e Menzies hanno coreografato un pezzo insieme che non era nella sceneggiatura, in cui Jack prende Jamie, apre le sue braccia e Jamie si distende nel suo grembo. “Ricorda molto la famosa scultura della Vergine che tiene il Cristo nel suo grembo, [la Pietà di Michelangelo],” dice Moore. “E hanno voluto aggiungere una battuta in cui Jack dice qualcosa come ‘Dunque è questo il tuo piano? Di sottometterti come Cristo sulla croce?’ E noi eravamo tipo ‘Wow, questo è davvero potente e inquietante. Facciamolo.’”
La produzione ha anche reso il palco della cella della prigione un set chiuso – non che avessero problemi a tener lontano il cast e lo staff. “Tu letteralmente non amavi stare in quello spazio, in quella cella,” dice Moore. “Era scura. Non era un posto felice in cui stare, che ci fossero gli attori o no.” L’oscurità non era solo questione del soggetto, ma anche la mancanza di luce. L’idea di avere anche una sola finestra in quella cella era stata bocciata, perché doveva essere claustrofobica: “Sei intrappolato senza via d’uscita, sei intrappolato con questo tizio,” dice Moore.
Per girare cronologicamente le scene della prigione di Wentworth ci sono voluti dieci giorni e alla fine di ogni giorno tutti si sentivano svuotati, in particolare gli attori. Così immaginate come si è sentito Sam Heughan l’ultimo giorno di riprese, quando gli è stato chiesto di rifarla, un’altra volta. “Hanno detto ‘Ci piacerebbe un’altra ripresa, di tutta la cosa,” ricorda Heughan. “E io ero tipo, [geme] ‘Oddio.’ Pensavo di essermelo tolto tutto di mezzo. E loro hanno detto ‘Lo rifacciamo solo fino a un certo punto, appena prima che succeda.’ E poi lo abbiamo rifatto fino a quel punto e non hanno chiamato lo stop, così siamo dovuti andare avanti. Mi ricordo di essermi sentito così spaventato e in realtà anche come se la mia fiducia si fosse leggermente spezzata, perché era orribile. Grandioso da recitare, ma orribile. Ma questo è quello che è stato per Jamie – è stato picchiato, torturato e spezzato, completamente!” Ridendo Heughan scherza, “Credo che me lo abbiano fatto di proposito, solo per arrivare a quel punto.”
In seguito, Heughan si è rimesso dalle riprese con l’aiuto di un po’ di whisky e delle Highlands scozzesi. “Alla fine, mi sono semplicemente molto ubriacato e sono andato a camminare nelle colline per un paio di giorni,” ride. La guarigione di Jamie potrebbe richiedere un po’ più di tempo, anche se è stato in grado di sorridere alla fine del finale. “È completamente cambiato,” dice Heughan. “Adesso ha questo passato e questa è la tragedia. Non vedremo mai più il nuovo amore in stile notte di nozze. C’è una sorta di risolutezza che ne viene fuori, quando scopre che Claire è incinta, quindi c’è speranza, ma lui si trova in un luogo strano. E se tutto va bene si ripercuoterà nella seconda stagione.”

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mercoledì 3 giugno 2015

Diana, l'ultima puntata e i prossimi libri di Outlander

L'autrice di Outlander Diana Gabaldon parla del finale della Prima Stagione, e di quanto sia stato difficile digerire i cambiamenti rispetto al libro.

L'autrice di Outlander Diana Gabaldon è stata attirata fuori dalla sala pausa della Spartan in una domenica di Los Angeles da Barnes & Noble, con una Diet Coke e entusiastico applauso dalle centinaia di fan che si erano radunati. Alcuni arrivarono già alle 6:00 per assicurarsi di avere assegnati uno dei 350 braccialetti che hanno assicurato l'ingresso al suo Q&A e l'autografo. Prima di allora, Gabaldon si è seduta con Vulture a parlare dell'intenso e controverso finale, dell'inquietante aggiunta che Tobias Menzies ha introdotto con aplomb, i suoi cambiamenti preferiti e non della stagione, della seconda stagione, e dell'attesa per il prossimo libro. Ha ammesso che lei ancora non sa come ha intenzione di porre fine al suo franchising best-seller. (Abbiamo un'idea: magari non farlo?)

C'è un bel riferimento nascosto. Outlander è stato in parte ispirato dallo scozzese Jamie McCrimmon di Dr. Who, e l'attore che interpretava Jamie, Frazer Hines, ha fatto un'apparizione come guardia di Wentworth. Lo sapevi?
A dire il vero sono stata io a raccomandarlo a loro. Ho pensato che sarebbe stato speciale per i fans che erano a conoscenza di questa storia. Era lui l'originale uomo in kilt.

Quale è stata la tua scena preferita della prima stagione?
Ho detto subito a Sam [Heughan che interpreta Jamie Fraser] pubblicamente che volevo vederlo violentato e torturato. È una cosa terrificante per un attore, materiale incredibilmente pesante. E la violenza fa sempre parlare la gente. Quando ci sono state delle controversie sullo stupro di Game of Thrones qualche settimana fa, ho pensato, proprio questo aspettavo. Ma è anche una parte centrale della loro trama. Volevo vedere cosa potevano trarne Sam e Tobias, e volevo vedere come sarebbero riusciti a gestire una scena così controversa, emotivamente intensa e complessa, che era tanto difficile da guardare quanto importante. E avevo ragione. È stato meraviglioso.

Di tutti i cambiamenti di questa stagione, quale cambiamento, taglio o aggiunta pensi sia stata la migliore, perchè?
Il libro è strutturato con tre principali climax – quando Jamie riporta Claire alle pietre e lei decide di restare, quando Claire lo salva e quando lei salva la sua anima all'Abbazia. Ma nello show non hanno abbastanza tempo per tutto questo. Quindi hanno fatto qualcosa di diverso di ciò che feci io. In pratica, lo show ha avuto due climax. E penso che li abbiano condensato molto bene, ma ora dovranno fare i conti con la guarigione di Jamie, la sua ripresa e la sua redenzione in un modo diverso nella Seconda Stagione. Abbiamo avuto un sacco di conversazioni a questo proposito negli ultimi mesi. E ho fiducia nel fatto che sapranno cavarsela.

Quale cambiamento o modifca è stata la più difficile da digerire?
Ho avuto molto tempo per abituarmi all'idea che la scena della sorgenti termali non ci sarebbe stata. Ron me lo aveva detto quando stavamo mostrando il pilot ai compratori, e sapevo che avrebbe deluso molti lettori. Ho finito per ottenere l'inserimento della maggior parte delle cose che mi stavano a cuore. Ci sono state solo alcune cose secondo me importanti che non sono state inserite. Una cosa che non hanno fatto all'inizio del finale che ho considerato una perdita considerevole è stata la conversazione di Claire con Padre Anselm nella cappella. Ne ho parlato con Ron. La spiritualità di Claire è importante qui. Io sono una cattolica romana e la maggior parte della gente coinvolta nello show non è religiosa e non è sensibile a questo genere di cose. Sapevo che non avrebbero approfindito tanto quanto l'ho fatto io nel libro, ma pensavo che almeno una piccola parte di quella conversazione sarebbe andata bene. Lui, obbligato, ha girato una lunga sequenza tra i due personaggi. Ma non l'hanno inclusa nel taglio finale.
Pensavano che smorzasse il tono e rallentasse il ritmo. Mi hanno mostrato ciò che avevano girato così che potessi capire perché pensavano che non funzionasse. E io l'ho capito e ho apprezzato la considerazione. Poi, cosa alquanto interessante, ero seduta vicino ad un produttore esecutivo della Starz ad una cena e lui ha aperto il discorso di questa scena e disse di volerla vedere. Giuro, di non avergli messo la pulce nell'orecchio. Sentivo che Claire aveva bisogno di questa spinta verso la spiritualità per rendere il cammino verso l'oscurità molto più potente. Apparentemente lui è riuscito a ricavarne di più di quanto ho fatto io perché lo ha messo nel taglio finale. Le battute più importanti – quando Claire dice che era seduta da sola quando padre Anselm le chiede se fosse effettivamente sola – sono state inserite.

Quindi qual'è la tua opinione generale sul finale di stagione?
É stato grandioso. La mia paura era quella che loro pensassero che fosse troppo forte e che questo li avrebbe portati ad alleggerirlo un po'. Parlavo con Ron e Tobias ad un   evento al Comic Con, e Ron stava dicendo che non era sicuro di come l'avrebbero girata esattamente. Poi abbiamo fatto un volo verso un altro posto insieme e mentre eravamo sull'aereo, ho scritto questa piccola pagina e mezza di terribili modi in cui avrebbero potuto fare la scena. Non l'hanno girata esattamente come avevo suggerito ma penso che quello lo abbia convinto del fatto che mi sarebbe piaciuta in qualsiasi modo avrebbero deciso di girarla, e che non lo avrei mai accusato di essersi spinto oltre. E concordammo dall'inizio sugli elementi più importanti. Ci eravamo detti che non sarebbe stato solo sesso e tutto sarebbe andato bene. Non potevano dopo aver condiviso tutto quello. Lui è un caos mentale ed emotivo e fisico. Quel povero uomo non è nemmeno sano, quindi quello non sarebbe stato sifficiente.

Lo show ha introdotto un cambiamento del punto di vista così che noi potessimo vedere attraverso gli occhi di Jamie e farne esperienza, e questo ha cambiato il modo in cui siamo venuti a sapere dello stupro e della tortura da Black Jack alla fine. Come ti sei sentita per questa modifica?
Ho scritto il libro in prima person perché era il primo libro, e così era più facile. Ho pensato che questo spostamente ha effetivamente funzionato molto bene perchè è stato un mezzo visivo. Capisco i mezzi visivi molto bene visto che scrivevo comic book per la Disney e ho scritto una graphic novel. E il modo in cui porti avanti una storia per immagini è diverso dal modo in cui lo fai per iscritto. Nel libro, Jamie sta raccontando delle piccole parti, di ciò che ha passato, dopo il fatto. Il suo racconto è vivido, ricco di orribili dettagli, ma non ha lo stesso impatto di vedere quei piccoli orribili dettagli. Immagina quanto sarebbe noiosa una scena in cui la telecamera sia fissata sui loro volti mentre lui sta tirando fuori tutti questi piccoli frammenti raccontandoli a lei. Se non vedete niente tranne le loro facce per 15 minuti, vi annoiate. Il modo in cui lo hanno reso loro è molto più efficace in termini di mezzi visivi.  


Parlando del finale, ci sono alcune delle scene più brutali, oscure e intese che io abbia mai visto in TV. Sono molto ben impressionata dagli attori e dalla loro volontà di toccare certi temi. Non sono nemmeno riuscita a reggere il momento dello sputo sulla mano.
Quello non era nel copione. È dipeso da Tobias. Ci si può sempre fidare di Tobias quando tocca quelle corde. Mi fido ciecamente di Tobias.

Si sta per iniziare con la Stagione Due, cosa sei più emozionata o nervosa di vedere sullo schermo?
Deve per forza essere la scena dell'addio, alle pietre. Quella sarà importante ed emozionante. Non penso che la rovineranno a nessuno costo. Come potrebbero??

Ho sentito che stai scrivendo il nono e il decimo libro. É vero? Quando sarà l'uscita del nono libro?
Sto scrivendo il nono proprio ora, ma sono ancora all'inizio. È stato un anno impegnato quindi è stato difficile scrivere. Di solito mi ci vogliono tre anni per scrivere uno dei libri più complessi. E ci vogliono circa 4 anni tra le pubblicazioni a causa dell'enorme carico di viaggi e pubbliche relazioni e tutto ciò che c'è intorno. Ho molta pressione addosso sia dagli editori che dagli agenti. Continuano a dirmi, “Quando lo show di George [R. R. Martin] ha iniziato la terza stagione è stato allora che si è perso. Sarebbe carino se avessimo un altro tuo libro da pubblicare durante la terza stagione.” Ma non riesco a scrivere per un ordine, quindi non metto nessuna garanzia e dipende anche da quante cose avrò da fare che mi distrarranno nel frattempo. Io mi sono prefissata il 2017.

Il decimo libro sarà la fine?
Non pianifico i libri prima del tempo. Non è come per Harry Potter. Non lavoro su un binario dritto.  Non scrivo con una bozza prefissata. Scrivo fino a che vedo cose che possono succedere, e poi quelle cose si incollano insieme. Ho la scena finale, ma quello è perlopiù un epilogo. Non fa parte della trama.

martedì 2 giugno 2015

BienvenueConte di Saint Germain

E anche il Conte francese che, diciamo, non ha un particolare simpatia per Claire ha un volto:
Stanley Weber

Nato a Parigi il 31 luglio del 1985, l'attore francese intepreterà il Comte St. Germain
Figlio dell'attore Jacques Weber, trascorre gran parte dell'infanzia tra cinema e teatri, ma è all'età di 14 anni, durante una rappresentazione di Cyrano De Bergerac al Théâtre de Nice, che decide di intraprendere questa carriera. Dopo alcuni ruoli a teatro, debutta sul piccolo schermo nel 2007 e lavora per alcuni anni in patria. Nel 2011 si trasferisce in Inghilterra e recita in un episodio di Poirot. Dopo un piccolo ruolo nella miniserie britannica Any Human Heart, entra nel cast della serie televisiva franco-tedesca I Borgia dove interpreta Giovanni Borgia.
Nel 2012 lavora a Budapest nel film franco-spagnolo La banda Picasso in cui interpreta il pittore e scultore Georges Braque e a Londra nell'adattamento televisivo della BBC dell'Enrico V di Shakespeare in cui interpreta il duca d'Orléans. Nello stesso anno torna al cinema a fianco di Audrey Tautou nell'adattamento di Thérèse Desqueyroux di François Mauriac e a fianco di Karen Gillan in Not Another Happy Ending.

Fonte: Wikipedia

Jared Fraser ha un volto

Tempo fa si era annunciato che i casting di Outlander sarebbero stati annunciati al ComicCon di San Diego...ma chi poteva resistere?
Diamo il benvenuto nel Clan a Robert Cavanah che intepreterà il cugino di Jamie, Jared, mercante di vini in quel di Parigi

Robert Cavanah è un attore scozzese, nato a Edimburgo il 20 dicembre del 1960 ed un artista poliedirco, infatti recita, scrive, ma si mette anche dietro le telacamere per la regia e produzione.
Ha intepretato Heathcliff nella rappresentazione del 1998 di "Cime tempestose"di Orla Brady Cathy e l'agente Stevens del MI6 nel capitolo cinematografico di Lara Croft, "Tomb Raider: La culla della vita" nel 2003. 

E' anche apparso in alcune serie americane, tra cui "I Borgia" della Showtime (in cui era presente anche Lotte Verbeek-Geillis Duncan) e nello storico "Hatfields & McCoys", ed in serie inglesi come "The Bill" , "Doctors" e "Eastenders".
ImDb

Ron Moore e il finale della prima stagione

Q&A con Ron Moore sulle forti scene di violenza e sul viaggio di Jamie e Claire

**Attenzione: spoiler per chi non ha visto la puntata 1x16 'Ransom a Man's Soul'**

Outlander di Starz ha visto la sua eroina, Claire Beauchamp Randall Fraser (Caitriona Balfe), passare dai campi di battaglia della seconda guerra mondiale al campo minato delle emozioni delle Highlands scozzesi del 18° secolo affrontando minacce troppo numerose da elencare - ma la sua più grande sfida non è avvenuta per uno scontro fisico, ma per il riscatto dell'anima di suo marito Jamie (Sam Heughan) dopo le torture e gli stupri per mano di Jonathan "Black Jack" Randall (Tobias Menzies). E' un punto cruciale su cui è stata costruita tutta la stagione, accennata nel penultimo episodio e che ha strappato le viscere nel finale.
Per analizzare i numerosi sviluppi scioccanti nel finale di stagione, Variety ha parlato con lo showrunner Ron Moore su come sia stato affrontare questo tema impegnativo e adattare il fortissimo romanzo di Diana Gabaldon per il grande schermo, così come i suoi piani per la seconda stagione.

Il romanzo di Diana viene raccontato esclusivamente dal punto di vista di Claire, non scopriamo cosa sia successo a Jamie a Wentworth fino a che, nel libro, non viene salvato. Hai avuto la tentazione di tenere Jamie e Black Jack fuori dallo schermo per la maggior parte dell'episodio 15 per far salire la tensione o hai sempre pensato di svolgere le cose come alla fine hai fatto?
Penso che l'abbiamo deciso abbastanza subito. E' stato uno dei motivi per cui nell'episodio 9 abbiamo iniziato con il suo punto di vista, in modo da permetterci di fare questo genere di cose, perché volevamo essere in grado di farlo una volta arrivati ​​a questo punto della storia. Nel finale si vede che c'è molto flashback e lui sta ricordando, ma ci ha permesso di fare quelle scene in un modo diverso, perché se sta raccontando a Claire la storia e quindi tu ricordi con la sua prospettiva, il tutto è anche influenzato da ciò che lui avrebbe detto o meno. Oggettivamente, ci dà la possibilità di mostrare la scena e vedere cosa succede in tempo reale. Ha importanza anche il fatto che quando Claire striscia nella fortezza c'è una quantità enorme di tensione perché sappiamo cosa sta succedendo in quella cella e aspettiamo che lei ci arrivi, e mi sembrava un ottimo costrutto drammatico.

Qual è stata la tua esperienza nel girare le scene tra Jamie e Black Jack in quella cella?
Per tutta la stagione sapevamo ovviamente dove la storia si stava dirigendo, così ci sono state molte conversazioni nella stanza degli sceneggiatori e con il cast. Sapevamo tutti dove saremmo arrivati quindi avevamo molti pensieri sul come giungere a quegli eventi.

Poi, appena abbiamo iniziato quest'ultimo blocco - perché li giriamo in blocchi di due, quindi la 15 e la 16 sono state girate dallo stesso regista nello stesso arco di tempo - abbiamo dedicato del tempo in più per le prove in modo che Tobias e Sam e Anna Foerster (la regista) potessero provare da soli e abbiamo trovato più tempo nella scaletta degli impegni perchè lo facessero. Poi ad un certo punto hanno mostrato a me e ad Ira Behr, che ha scritto il primo episodio e co-scritto il secondo, tutte le scene. Le avevano analizzate tutte, le avevano provate. Poi abbiamo discusso, abbiamo fatto dei confronti. Quindi c'è stata moltissima preparazione e moltissimi ragionamenti.
Abbiamo costruito il set della cella qui nel Cumbernauld, ed è stata una cosa pesante. Era fisicamente buio - non c'era molta luce. Il palcoscenico attorno era buio. La crew ha dato loro spazio. Sapevano cosa stava succedendo. Erano psicologicamente preparati, ma sarebbero stati giorni molto lungi, snervanti ed molto emotivi. Quando abbiamo finito con quella sezione, erano tutti felici di essere fuori da quella cella. C'era un vero e proprio senso di liberazione una volta completata.

Qual era lo stato d'animo sul set durante le scene?
C'era un grosso peso psicologicamente parlando. Non è stato una rappresentazione facile. Non c'erano molte battute o scherzi - di solito c'è sempre un set molto tranquillo e allegro. Non c'era davvero niente di tutto questo. Appena qualcuno faceva un passo indietro, cercava di rimanere lontano dal set per quanto gli era possibile. Gli attori dovevano restare lì. Sono due attori molto diversi, quindi si avvicinano alla scena in modi diversi, quindi non erano loro stessi per tutto il tempo. Anche a telecamere spente avevano metodi e modi di fare separati, ma l'atmosfera che li circondava era pensante. Sapevamo che stavamo arrivando in questo punto della storia e quella sensazione permeava le riprese.

Puoi parlarci un po' di più su ciò che hai osservato dei metodi diversi di Sam e Tobias, dal punto di vista esterno?
E' solo la prospettiva di uno all'esterno, ma direi che fuori dal set Tobias provava molte cose diverse all'interno di una scena da diverse prospettive e sperimentava sempre - non tanto con le parole, perché arriva dal teatro. Abbiamo avuto delle conversazioni su dialogo e personaggio e tutto il resto, e abbiamo apportato qualche modifica e qualche riscrittura e lavorato molto con lui e Sam nei primi giorni. Ma una volta che la sceneggiatura era stesa, Tobias ti dà sempre delle alternative. Prova sempre qualcosa di diverso nella recitazione scena dopo scena quindi c'è molta sperimentazione.
E penso che Sam fosse più dentro a quel momento e a quel personaggio - lui diventa Jamie e vuole mantenere la concentrazione sul dove sia Jamie e dove sia lui.

Sei riuscito a girare in ordine cronologico per consentire loro di rimanere nella parte e avere una linea temporale emotiva nel corso di quelle scene?
Nella cella della prigione, penso che si sia girato in linea cronologica con la storia. Penso che l'abbiamo appositamente impostato in modo da poter attraversare emotivamente l'arco della storia, quindi c'è un set e solo un paio di attori, quindi non è stato difficile programmarlo in questo modo.

L'arco della storia è ovviamente molto grafico, viscerale e inquietante, ma ci sono anche scene sia implicite che esplicite, che è una testimonianza del potere della performance, della scrittura e della regia. C'è stato un contenuto più grafico che è finito del cestino nella sala di taglio o avevi già un'idea di come bilanciarlo prima dell'inizio delle riprese?
C'era più materiale girato di quanto in ultima analisi abbiamo utilizzato, come accade sempre - angolazioni diverse, qualche dialogo tagliato, alcuni momenti sono stati tagliati, alcuni dei quali sono stati spostati durante le modifiche. Alla fin fine, parte del mio lavoro è quello di domandarsi "cosa è troppo e cosa è troppo poco?" Lo guardo e ci provo fino a che arrivo a "Ok, voglio raccontare questa storia, non voglio tirarmi indietro, voglio raccontare questa storia, farti guardare qualcosa di scomodo e sentirlo". Ma c'è un punto in cui anch'io distolgo lo sguardo. C'è un punto in cui non voglio più guardare e questo era il mio barometro. Mi piacerebbe averlo interiorizzato, "Ok, ora non voglio più guardarlo" e "OK, qui è dove dobbiamo tagliare" o "questo non lo facciamo."
Ma è vero anche il contrario. Non voglio arrivare al punto in cui sembra di star tradendo il pubblico, tradire la storia, tradire la verità di quello che è.

Sam ha precedentemente menzionato il numero di protesi che ha dovuto indossare in quelle scene a Wentworth. Alcuni degli effetti sembrano molto elaborati, mi puoi parlare del processo della loro visualizzazione?
C'erano persone specializzate per creare e progettare le protesi della mano. In realtà era la sua mano e la maggior parte del suo avambraccio. E ce n'è una finta dove prima aveva messo la mano sul tavolo. Jack dice: "metti la mano sul tavolo", la si vede muovere le dita - avevamo dei cavi e così che dietro le telecamere potessero fare muovere le dita appena prima che il chiodo entri e lo stesso per il martello. E anche altre volte c'è del trucco e le protesi sulla vera mano di Sam. E il trucco era scegliere quale usare e a che angolazione, in modo che il pubblico la sentisse sempre come se fosse davvero la sua mano. Così ci sono voluti molto tempo e ragionamenti, ma ho penso abbiano fatto un ottimo lavoro.

Lo stupro maschile è qualcosa di raramente mostrato nei principali media, ed è ancora più raro che sia il personaggio principale a trovarsi in questa vulnerabile posizione. Ovviamente è innanzitutto merito del romanzo di Diana, ma quanto ha pesato l’attrattiva di questo soggetto e la possibilità di esplorare qualcosa di così estraneo al pubblico da un punto di vista meramente creativo?
Quando ho letto il libro la prima volta, sono rimasto sorpreso, perché non è la situazione in cui tu metti il tuo protagonista maschile e non avevo mai letto o visto questo prima. Sapevo che  “Ok, se facciamo questo libro e facciamo questo e questo è davvero il finale della prima stagione, sarà veramente una gran cosa”, perché non è una situazione usuale. Così il narratore che è in me era davvero attratto da questo, tipo “Wow, buttiamoci. Facciamo qualcosa che nessuno ha fatto, sapendo che siamo in un territorio complicato e che ci saranno un sacco di critiche, in un modo o nell’altro. Ma chi osa… quindi facciamolo!”
E poi abbiamo semplicemente provato un approccio del tipo “Ok, lo faremo; rendiamolo il più verosimile possibile. Parliamo di chi sono questi personaggi. Lo facciamo per un motivo. Cosa vuole  Jack? Cosa vuole Jamie? Quali sono le loro vulnerabilità? Quali sono le loro debolezze? Qual è la loro forza? Come va a finire questo gioco del gatto col topo fra loro? Dov’è la violenza in questo? Dov’è lo stupro? Dov’è la rottura? Siamo davvero passati da questo, ne abbiamo parlato e riparlato e ci siamo assicurati che stessimo raccontando una storia e non che mostrassimo solamente qualcosa di mai visto prima. Questo era parte integrante della storia nel libro, il risultato dei precedenti episodi. Questo è in parte il motivo per cui abbiamo dedicato tempo nell’episodio 6 a Black Jack e Claire. Abbiamo lasciato che lui ci raccontasse la storia della flagellazione. Lasciato che ci raccontasse la sua ossessione per Jamie, in modo che foste nella testa di quel personaggio e cominciaste a tracciare la pista che alla fine porta a tutto questo.
 

Dalla tua prospettiva, cosa vuole Jack? Cosa ricava Jack da tutto questo? Sono sicura che è una risposta molto soggettiva, diversa da quella di Tobias o quella di Diana, ma qual è il tuo pensiero sulle sue motivazioni?
Pensavo che fosse una domanda difficile. Non credo che ci sia una risposta semplice. Penso che quello che vuole e quello che ottiene possono essere visti in una gran varietà di modi. Credo che a un certo livello si tratti di potere; a un certo livello si tratti di spezzare un uomo che non era stato in grado di spezzare prima, l’interesse suscitato da questo, “Perché non posso spezzare questo giovane? Mi interessa, e poi è scappato, è un lavoro non finito.”
Una parte è sadismo – una parte è provare piacere dal dolore di qualcun altro. Solleva la domanda se Jack è capace di provare piacere. Cos’è il piacere per Jack? Può mai provare piacere per qualcosa senza che qualcun altro sia spaventato, terrorizzato, sofferente oppure no? C’entra la gelosia? È geloso dell’uomo che Jamie è? Non potrà mai essere Jamie e questo è come lo esprime?
Penso che ci sono un sacco di modi di vederla e che tutti ne sono parte, perché in un personaggio come questo non ci sono risposte semplici. Penso che sia un miscuglio di molte di queste emozioni diverse e di molte di queste diverse pulsioni psicologiche.
Lo stupro è un tipo di violenza da cui la vittima non si riprende mai completamente – ci sono ferite fisiche e mentali che Jamie si porterà per sempre dietro a seguito di questo calvario. La stagione finisce su una nota di speranza, con Jamie e Claire che fuggono verso la Francia e Claire che rivela la sua gravidanza, ma a che punto è la loro relazione ora?
I postumi di quest’esperienza vivranno con loro nella seconda stagione. Andranno in Francia. Cercheranno di fermare la rivolta giacobita. Cercheranno di fermare la storia, e lei è incinta, ma queste ombre saranno con loro e questo colpirà la loro relazione nella seconda stagione. Ma la seconda stagione sarà uno show molto diverso. È uno sguardo molto diverso. È Parigi, è l’aristocrazia, è la corte di Luigi XV, è nella città dei lumi con un sacco di bugie. Uno sguardo e un sentimento molto diversi, sia visivamente che nel tono, rispetto alla prima stagione. Quindi stiamo in qualche modo realmente preparando un nuovo show e girando un’intera nuova serie televisiva sotto molto aspetti.
 

Ripensando  alla stagione, cosa ti colpisce di più dell’evoluzione di Claire? Lei ha affrontato un
suo personale viaggio emotivo e fisico, e alla fine della prima stagione vediamo una Claire Fraser molto diversa.
Ho sempre detto che per me la prima caratteristica di Claire è la sua intelligenza e Cait incarna questo. Claire è una donna intelligente che pensa in continuazione. Pensa a come cavarsela in ogni situazione, “Come scappo da questo mondo?”, “Come scappo da questo castello?”, “Come scappo da questa scena?” Cerca continuamente di razionalizzare come entrarvi e uscirne – penso che sia la parte formidabile di Claire, e Cait semplicemente emana tutto questo.
Stavo cercando un’attrice che si potesse veder pensare attraverso la telecamera, e poter dire solo “sì, questa è una donna capace, forte, intelligente” e lei semplicemente lo è. È incredibile. E considerando il logorio fisico a cui l’abbiamo sottoposta durante la prima stagione, essendo in ogni scena, ogni giorno, in qualsiasi condizione, giorno e notte, sotto la pioggia, la grandine, col gelo, lei era sempre una gran lavoratrice e sempre quella che sul set scherzava mentre gli altri congelavano. Ho un enorme rispetto per lei e anche puro apprezzamento perché lo ha veramente vissuto. Ha veramente fatto vivere questo personaggio e ci ha coinvolti in questa meravigliosa storia.
 

Ho amato la scena in cui si confessa a Padre Anselm – la catarsi di essere libera di raccontare tutto a un perfetto estraneo, di essere finalmente in grado di poter lasciare andare alcune delle cose che si stava tenendo dentro, cose che probabilmente non poteva dire nemmeno a Jamie, ad un certo punto.
È stato interessante, perché in verità è una scena che è entrate e uscita dalla sceneggiatura e entrata e uscita dai tagli più volte, perché continuavo ad avere difficoltà con essa in termini del “perché è nello show?” E non ero sicuro che ci desse qualcosa in più, perché aveva raccontato a Jamie che veniva dal futuro  e non sembrava questa confessione l’avesse cambiata, non l’aveva messa su un percorso differente.
Così c’erano volte che la toglievo e volte in cui la rimettevo. Poi alla fine, Diana stessa ha lottato per questa scena, dicendo “Ascolta, sento che è davvero fondamentale, è una parte cruciale del libro, è davvero importante per me.” E io “Ok, ti ascolterò, fammi trovare un modo per farla funzionare,” e sono contento di averlo fatto perché credo che sia una parte bella dell’episodio.
 

La stagione ha avuto due sceneggiatori donna (Toni Graphia e Anne Kenney) e un regista donna (AnnaFoerster), che hanno guidato quattro dei più impegnativi episodi, emotivamente e fisicamente parlando. “Outlander” è ovviamente una storia guidata da una donna, scritta da una donna, quindi quanto è stato importante per te assicurarti che il talento femminile fosse rappresentato dietro la telecamera, dato che sceneggiatori e registi donna continuano ad essere drammaticamente sottoutilizzati nell’industria televisiva?
Questo è verissimo e pensavo che fosse molto importante. È uno show con una donna come personaggio principale. È proprio la storia di questa donna e del suo incredibile viaggio. Stavo cercando specificatamente un regista donna per l’episodio del matrimonio e una delle donne nello show che lo scrivesse, perché volevo rappresentare quell’aspetto – uomini e donne a volte portano cose diverse nelle sceneggiature e nelle regie, così ho pensato “propendiamo per quello”. E una volta visto il lavoro di Anna su quel set, il modo in cui il cast reagiva con lei, il modo in cui si comportava col cast, non c’è voluto molto per capire che avrebbe diretto anche il finale, perché sarebbe stato incredibilmente complesso, da un punto di vista emotivo. E intuitivamente ho pensato che in questo mix, se avevamo due attori maschi, allora il regista, se fosse stato donna, avrebbe apportato un elemento importante in quella scena.
 

Di cosa sei più orgoglioso, ripensando alla stagione nel suo insieme?
Sono veramente orgoglioso della diversità degli episodi e delle storie. È una serie stupefacente sotto molti aspetti, ma il semplice fatto che non puoi prendere un episodio e dire “beh, è un tipico episodio di ‘Outlander’”. L’episodio tipo di ‘Outlander’ qual è? Non c’è un episodio tipo di ‘Outlander’. È interessante come ognuno di questi fosse un suo proprio film e che la storia semplicemente andasse avanti e che noi la stessimo realizzando [come una] produzione. È stato difficile e gravoso per tutto il cast e lo staff portare a termine una cosa simile, ma ci sono sempre stati e alla fine è un bellissimo, stupendo show. Visivamente le interpretazioni sono solide. La storia c’è. La musica è fantastica. Tutti gli elementi si sono combinati. Sono veramente orgoglioso di questo team per aver lavorato insieme come una cosa sola e per aver realizzato tutto questo. 

lunedì 1 giugno 2015

Buon Compleanno Outlander...con quiz!

1 Giugno 1991.
Non una data come le altre, infatti esattamente 24 anni fa usciva in libreria il primo volume della saga di Jamie e Claire!
Ormai in moltissimi abbiamo letto (o anche rileggendo) il libro...ma quanto ne sappiamo?
ScotlandNow ci propone un piccolo test su quanto conosciamo della storia de 'La Straniera'...pronti?


= Cliccate QUI per visualizzare il test;
qui sotto troverete le domande in italiano =

1. Chi complotta per implicare Claire nel processo per stregoneria e perchè?
A. Dougal, perchè Claire ha scoperto la verità su Hamish
B. Colum, perchè ritiene Claire una spia inglese
C. Laoghaire, perchè vuole Jamie per sè


2. Cosa fa l'Abate Alexander per Jamie e Claire?
A. Fornisce loro una lettera di presentazione a Bonnie Prince Charlie
B. Ascolta la confessione di Claire riguardo il viaggio nel tempo
C. Li sposa

3. Cosa impedisce a Black Jack Randall di violentare Jenny?
A. Brian Fraser collassa per un colpo apoplettico, distraendo tutti
B. Jamie lo sfida a duello
C. Jenny comincia a ridere

4. La notte in cui salvano Jamie da Wentworth. Claire combatte con un feroce nemico. Quale?
A. Un lupo
B. Una guardia inglese
C. Un cinghiale

5. Jamie impreca molto meno di Claire...perchè?
A. Suo padre lo puniva quando era piccolo
B. Ha passato molto tempo in penitenza indossando solo una camicia sdraiato sulla fredda pietra e ha imparato la lezione
C. Sarebbe troppo rude e Jamie è sempre gentile

6. Jamie regala a Claire una collana che apparteneva a sua madre. Chi gliel'aveva regalata?
A. Dougal
B. Murtagh
C. MacRannoch

7. La notte del Giuramento, cosa sta cercando di fare Claire quando incontra Jamie?
A. Cerca un paziente che aveva curata in precedenza
B. Cerca Jamie per sistemargli la spalla
C. Cerca di scappare da Castle Leoch

8. Che tipo di consiglio Claire dà a Jenny?
A. Quale pianta sia il miglior contraccettivo
B. Allargare Lallybroch
C. Piantare patate

9. Nonnina MacNab chiede a Jamie e Claire un favore. Quale?
A. Di prendere la figlia a lavorare nelle cucine della loro casa
B. Di aiutare il marito a sistemare la ruota del mulino
C. Di prendere con loro il nipote perchè crede che suo padre lo picchi

10. Gli zii MacKenzie di Jamie non vedevano di buon occhio Brian Fraser, perchè?
A. Uccise loro sorella
B. Scappò con la sorella
C. Rubò loro della terra

11. (dal SECONDO LIBRO) Quale professione intraprende Jamie una volta a Parigi?
A. Allevatore di cavalli
B. Tipografo
C. Mercante di vini