mercoledì 16 aprile 2014

268 anni fa: Culloden

Leggendo la saga de La Straniera abbiamo imparato qualcosa sulla storia di Scozia; in particolare (tra atroci sofferenze) della battaglia di Culloden.
Era il 16 aprile, cioè oggi, del 1746 quando la battaglia che vedeva gli scozzesi giacobiti che supportavano la casata degli Stuart come legittimi eredi al trono di Scozia, contrapporsi agli inglesi.

"E andato tutto in malora", rispose Alec. "Hanno marciato fino a Nairn due notti fa, e son tornati in fretta e furia ieri. Sua Altezza dice che attaccheranno a Culloden: Lord George è laggiù, adesso, con le truppe che è riuscito a radunare."
Non potei reprimere un piccolo gemito, al nome di Culloden. Ci eravamo arrivati, dunque. A dispetto di tutto, stava per succedere, e noi eravamo qui.
Un brivido attraversò anche Jamie; vidi rizzarsi i peli dei suoi avambracci, ma la sua voce non rivelò neanche una traccia dell'ansia che doveva provare.

lunedì 14 aprile 2014

Ian Murray: presente!

Un altro attore si aggiunge all'elenco del cast di Outlander.
Questa volta tocca a Ian Murray, marito della sorella di Jamie, Jenny e amico d'infanzia di Jamie stesso: Steven Cree.


Originario di Kilmarnock, lo scozzese Steven Cree darà il volto al lavoratore instacabile di Lallybroch.
Ha dato la voce al pretendente di Merida, il giovane Macintosh nel cartone animato Brave della Pixar e lo vedremo in una pellicola della Disney, Maleficent, al fianco di Angelina Jolie in qualità di cattivo; in altri diversi ruoli, ha lavorato nel recente 300 - l'alba di un impero di Noan Murro, in 1921 - il mistero di rookford di Nick Murphy e John Carter di Andrew Stanton. 
Numerose sono le sue partecipazioni a varie serie tv come Misfits, Identify, Doctors e Testimoni Silenziosi.
Steven e Sam Heughan già si conoscono; infatti entrambi hanno lavorata nella serie tv Holby City.

Fonte

sabato 12 aprile 2014

MOBY, i lavori proseguono

Dopo il book trailer di ieri, altre news sui lavori del nuovo libro della serie direttamente da Diana:

3600 parole scritte e 3 nuove scene...Diana è instancabile!!

venerdì 11 aprile 2014

BookTrailer...Je Suis Prest!

La data di uscita americana di MOBY (ossia Written in my Own Heart's Blood) si avvicina! In attesa di avere tra le mani il libro, accontentiamoci del booktrailer ;)



...e sempre in tema di attesa, ci spostiamo alla serie tv: il motto del Clan Fraser Je Suis Prest direttamente dalle labbra dell'esponente di spicco del clan


 

giovedì 10 aprile 2014

Fantasma...

"Che aspetto aveva?"
"Un tipo ben piantato", disse Frank, la fronte aggrottata nel ricordo. "Di sicuro uno scozzese, completamente vestito nella tenuta delle Highlands, con tanto di borsetta di pelo e di un bellissimo fermaglio a forma di cervo sullo scialle. Volevo chiedergli dove l’avesse preso, ma lui se n’è andato prima che ne avessi il tempo."


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"What did he look like?"
"Big chap," said Frank, frowning in recollection. "And a Scot, in complete Highland rig-out, complete to sporran and the most beautiful running-stag brooch on his plaid. I wanted to ask where he’d got it from, but he was off before I could."


mercoledì 9 aprile 2014

MOBY: Pericolosi ricordi

"Ti avevo parlato di Mary MacNab, aye? Del fatto che fosse venuta da me, nella grotta?"
"Diversi anni dopo il fatto," dissi, piuttosto freddamente. "Ma sì, ne hai trovato il tempo alla fine". Gli lanciai un'occhiata. "Certamente non ti biasimo per questo, e non ti ho chiesto i dettagli salienti, comunque."
"No, non l'hai fatto", ammise. Si strofinò la radice del naso con una nocca. "Te lo direi - come è stato - se tu volessi saperlo."
Lo guardai, mordendomi il labbro per il dubbio. Volevo saperlo? Se non volevo - e non ero affatto sicura se si o no - lui l'avrebbe presa come una prova che non mi importasse?

Presi un respiro profondo, accettando la silenziosa proposta.
"Dimmi," dissi. "Come è andata."
A quel punto distolse lo sguardo e vidi la sua gola muoversi mentre deglutiva.
"E'... stato tenero," disse piano, dopo un momento. "Triste".
"Triste", feci eco. "Come?"
Lui non alzò lo sguardo, ma teneva gli occhi fissi sui fiori, seguendo i movimenti di un grosso calabrone nero tra i boccioli.
"Entrambi eravamo in lutto per le cose che avevamo perso," disse lentamente, le sopracciglia aggrottate al pensiero. "Disse che voleva riportarti in vita per me, per farmi... per farmi immaginare che fossi tu, suppongo indendesse questo."
"Non ha funzionato?"

"No." Alzò gli occhi quindi, davanti a sè, ed i suoi occhi mi attraversarono come una spada attraversa uno spaventapasseri. "Non ci potrà mai essere nessuno come te."


martedì 8 aprile 2014

MOBY: Non solo un taglio di capelli

Ian li sentì prima ancora di vederli. Il senso di un animale a caccia, che giace nascosto nel bosco in attesa che le prede scendano per abbeverarsi. Voltò bruscamente il cavallo e si diresse lungo il torrente, guardando gli alberi sul lato opposto.
Un movimento - la testa di un cavallo che allontanava le mosche. Una faccia vista di sfuggita - una faccia dipinta, come la sua.
Un brivido di allarme corse lungo la sua spina dorsale e d'istinto si appiattì contro il collo del cavallo mentre la freccia sfrecciava sopra la sua testa. Si conficco, vibrando, in un platano vicino.
Si raddrizzò, l'arco in mano, incoccò una freccia con lo stesso movimento e rispose, puntando alla cieca nel punto in cui li aveva visti. La freccia spezzò delle foglie mentre passaca, ma non colpì nulla - non che se lo aspettasse.
"Mohawk" arrivò un grido di derisione dall'altra parte, e qualche parola in una lingua che non capiva, ma il cui significato era abbastanza chiaro. Fece un gesto molto scozzese, il cui significato era altrettanto chiaro, e li lasciò ridere.
Fece una pausa per estrarre la freccia dal platano. Con le piume della coda di un picchio verde, ma non era una colorazione che conoscesse. Qualunque lingua stessero parlando non era Algonkian. Poteva essere qualcosa dal nord come l'Assiniboine - l'avrebbe saputo se avesse potuto guardarli bene - ma poteva benissimo essere qualcosa di più vicino.
Molto probabilmente lavoravano per l'esercito britannico. Sapeva che la maggior parte degli agenti indiani attualmente era con i ribelli. E  non avevano cercato di ucciderlo - avrebbero potuto farlo facilmente, se l'avessero davvero voluto - era più che altro una presa in giro. Forse l'avevano solo riconosciuto per quello che era.

Mohawk! Per che parla inglese, era solo più facile da dire che "Kahnyen'kehaka". Per qualsiasi tribù che viveva senza sapere chi fossero i Kahnyen'kehaka, era una parola con cui spaventare i bambini o con cui insultare. "Mangia-uomini", significava, perchè gli Kahnyen'kehaka erano noti per arrostire i loro nemici e divorarne la carne.
Ian non aveva mai visto una cosa simile, ma sapeva di uomini - vecchi uomini - che l'avevano fatto e l'avevano raccontato con piacere. Non gli importava pensarci. Lo riportava vividamente indietro alla notte in cui il prete era morto a Snaketown, mutilato e bruciato vivo - la notte che aveva portato via Ian dalla sua famiglia e fatto di lui un Mohawk.