lunedì 3 settembre 2012

Estratto WimoHB: Ci sono anche Rachel ed Ian

William fece cenno ad un caporale sotto la linea, che lo salutò di rimando, e poi uscì dalla strada al seguito di Ian. Più di qualche soldato rivolse loro lo sguardo, l'aspetto di Ian non troppo significativo..la doppia linea di tatuaggi sulle guance, i suoi pantaloni in pelle di daino, la sua carnagione resa bronzea dal sole...era facile scambiarlo per uno scout Indiano - una buona parte aveva disertato l'armata Inglese, ma ve ne erano ancora molti, soprattutto lealisti come Joseph Brant che si occupava delle terre in Pennysilvania e New York, sebbene vi fosse ancora una parte degli Irochesi scesa a combattere a Saratoga. 
"William!" Rachel gli corse incontro e gli afferrò la mano, sorridendo con tanta gioia che lui si trovò a restituirle un egual sorriso, tutta l'irritabilità improvvisamente svanita. 
Ian si tenne a distanza, per concederle tempo. Non ce n'era stato l'altra volta, con Rollo che ringhiava e strattonava la vecchia miserabile carcassa di Arch Bug, Rachel stesa sul pavimento immobile e terrorizzata e lui accasciato che perdeva sangue, la strada fuori piena del vociare di gente che gridava all'omicidio. 
William aveva tirato su Rachel affidandola alla prima donna disponibile, ovvero Marsali. "Uscite di qui!" aveva gridato. 
Ma Rachel, con i capelli bruni sporchi di sangue, aveva stretto i denti e si era fatta forza - lui stesso lo aveva notato, con un certo divertimento dovuto allo shock, mentre disteso sul pavimento seguiva gli eventi come se si trovasse in un sogno - per salire sul corpo di Arch, su cui era poi caduta in ginocchio, nel mezzo di resti di cervello e schizzi di sangue, solo per fasciargli il braccio ferito. 
Lei e Marsali lo avevano, poi, trascinato fuori dalla tipografia e in strada, dove era improvvisamente svenuto, per svegliarsi solo quando zia Claire aveva iniziato a ricucirlo. 
Ian non aveva avuto tempo di ringraziare William, non riusciva neppure a parlare, ed avrebbe voluto ringraziarlo il più presto possibile. 
Ma Rachel sicuramente voleva parlare per prima con lui e quindi aspettò, pensando quanto fosse bella...i suoi occhi color nocciola e verde, il viso intelliggente ed astuto.

venerdì 31 agosto 2012

Estratto WimoHB

La porta non era chiusa a chiave. Lui la aprì, con cuore che batteva all'impazzata, e poi ancora di più quando si rese conto che le luci non erano accese neanche nella camera delle turbine.C'era un po' di luce. Le piccole finestre nella parte superiore del grande spazio, sopra dove c'era la camera dei tecnici; c'era luce che veniva da lì. Quanto bastava per poter vedere i mostri in quella stanza enorme. "Sono solo macchine" mormorò, premendo la schiena contro il muro vicino la porta aperta.
"SonosolomacchineSonosolomacchineSonosolomacchine!" Conosceva i loro nomi, la gigantesca puleggia-montacarichi che scorreva sopra dei grandi ganci pendenti e le turbine, gli aveva detto la mamma. Ma era lassù allora, dove c'era la luce ed era giorno.Il pavimento sotto i suoi piedi vibrava e poteva sentire le manopole contro la sua spina dorsale che sbattevano contro il muro come si fossero scosse dal peso dell'acqua che scorreva veloce nella diga sotto di lui. Tonnellate d'acqua, aveva detto la mamma. 
 Tonnellate e tonnellate e tonnellate di acque nere e scure, intorno a lui, sotto di lui...se la parete o il pavimento si fossero rotti..."Chiudi il becco, rafazzino!", si era detto fieramente e si strofinò la mano sul viso e se l'asciugò sui jeans. "Devi muoverti. Vai!"C'erano delle scale, dovevano esserci delle scale. Ed erano lì da qualche parte, tra le gobbe nere delle grandi turbine che spuntavano. Erano più in alto delle grandi pietre della collina dove il signor Cameron lo aveva portato. Quel pensiero lo calmò un po', aveva molta più paura delle pietre. Anche con il forte ruggito che facevano le turbine; gli facevano tremare le ossa, ma in realtà non era dentro le ossa.L'unica cosa che gli impediva di tornare tunnel e aspettare che qualcuno lo trovasse la mattina era... la cosa che c'era là. Non riusciva più a sentire il suo cuore. C'era troppo rumore nella camera delle turbine per sentire qualunque cosa.Di sicuro non riusciva a sentire se stesso pensare, ma le scale dovevano essere vicine alle finestre e tremando in quella direzione, aggrappandosi più che poteva alle enormi gobbe nere attaccate al pavimento.Solo quando finalmente trovò la porta, la spalancò e finì su una scala illuminata che gli venne in mente di chiedersi se il signor Cameron forse era lì, aspettandolo.

 Traduzione amatoriale e quindi non ufficiale, fatta senza scopo di lucro

mercoledì 29 agosto 2012

The Exile, secondo capitolo

CAPITOLO 2 - TROPPE FATE TUTTE INSIEME
 




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lunedì 27 agosto 2012

Estratto WimoHB


Mi guardò, con aria solenne e piuttosto severa.
“Solo una domanda,” mi disse. “Sei mia moglie?”
“Certo che lo sono,” gli risposi, basita. “Come potrei non esserlo?”
La sua faccia cambio; fece un profondo respiro e mi prese tra le sue braccia. 
Lo abbracciai, forte, ed entrambi ci lasciammo sfuggire un profondo sospiro, la sua testa poggiata sopra la mia, mentre mi baciava i capelli spostai il viso sulla sua spalla, baciandolo dove l'apertura della camicia lasciava accesso al suo corpo, con le ginocchia che pian piano cedevano a causa del sollievo, tanto che ci accasciammo sulla terra fresca, stretti l'uno all'altra, come un albero, senza foglie e con molti rami, ma con un unico e solido tronco.

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venerdì 24 agosto 2012

Estratto WimoHB: William ha una serata interessante

Prima di rendersene conto, era in piedi. Fece due passi malfermi a fianco della Signora, le toccò la spalla educatamente e quando gli rivolse uno sguardo sorpreso - tutta la sua attenzione era sul Dragone, una linea preoccupata tra le sopracciglia - disse lentamente, in modo da non insultarla con le sue parole: "Io prendo quella, per favore. La-la ragazza alta. In sottoveste. Per la notte." 
Le rade sopracciglia della Signora scomparvero nel suo cappuccio. Guardò rapidamente il Dragone, che stava ancora fissando la sua preda, senza che avesse notato William. Il suo amico sì invece, e diede una gomitata al Dragone e gli mormorò in un orecchio. 
"Eh? Cosa c'è?" L'uomo si stava già muovendo rapidamente. William frugò frettolosamente in tasca, ricordando troppo tardi che non aveva un soldo. 
"Chi è questo, Madge?" Il Dragone si unì a loro, guardando in cagnesco la Signora e William. William si raddrizzò istintivamente - era più alto di 15 centimetri - e lo squadrò. Il Dragone valutò la sua stazza e la sua età, e sollevò l'angolo del labbro superiore per mostrare i denti. "Arabella è mia, signore. Sono sicuro che Madge troverà un'altra ragazza che farà al caso vostro."
 "Ci sono prima io di voi, signore," disse William, e si inchinò, inclinando la testa di qualche centimetro, continuando a controllare il miserabile. Non pensava che quell'essere schifoso fosse capace di colpirlo alle palle - il suo sguardo...no, non avrebbe insistito. 
"E' così, capitano Harkness," la Signora disse in fretta, mettendosi tra i due uomini. "Ha già fatto la sua offerta per la ragazza, mentre lei non aveva ancora deciso..." Senza guardare Harkness, sollevò il mento con urgenza ad una delle ragazze, che allarmata, ma rapidamente scomparve attraverso una porta alle sue spalle. É andata a prendere Ned, William pensò automaticamente, e si chiese per un istante come facesse a sapere il nome del buttafuori.
"Non hai ancora visto il colore dei suoi soldi, vero?" Harkness lo affrontò di petto e tirò fuori un portafogli ben imbottito, da cui ne tirò fuori incurante un fascio [di certificati? conti?]. "La voglio." Sorrise sgradevolmente a William. "Per la notte." 
William prontamente si tolse la sua gorgiera d'argento, prese la mano della Signora, e le premette la mezzaluna nel palmo."Per la notte", ripeté educatamente, e senza ulteriori indugi, si voltò e attraversò la stanza, anche se il pavimento sembrava ondeggiare leggermente sotto i suoi piedi. Prese Arabella -Arabella?- per un braccio e la guidò in direzione della porta posteriore. Lei sembrava sconvolta - chiaramente l'aveva riconosciuto - ma con una rapida occhiata al capitano Harkness decise che William era il minore tra i due vermi, come aveva sentito dire da un amico marinaio di suo padre.

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mercoledì 22 agosto 2012

The Exile,la graphic novel

molti non la vedono proprio di buon occhio, ma di sicuro attorno alla graphic novel della serie outlander, The Exile, c'è molta curiosità. per chi, per un motivo o per un altro, non ha la propria copia, eccovi sul blog (e sul forum) alcune tavole con la relativa traduzione -__^
C'è una piccola precisazione da fare: la graphic novel è diversa dal libro "La Straniera" in quanto vede la storia più dal punto di vista di Jamie che da quello di Claire quindi alcune scene sono in più.
Le tavole che proporremo però sono degli episodi comuni con la più nota saga...così da non rovinare la sopresa per chi deciderà di tenerne tra le mani una copia.

CAPITOLO 1  - L'ARRIVO DI JAMIE


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lunedì 20 agosto 2012

Estratto WimoHB

"Va tutto bene", mi sussurrò abbracciandomi. "Non hai perso la tua ragazza. È viva. E Ian è ancora con me, non mi lascerà mai". 
"Lo so", le risposi con voce strozzata. "Lo so". La lasciai andare e mi raddrizzai, asciugando le lacrime con un dito e tirando su col naso. "Hai un fazzoletto?" 
Ne aveva uno proprio in mano, ma ne prese un altro nella sua tasca, pulito e ben piegato, che mi passò. "Sono una nonna", mi disse, soffiandosi vigorosamente il naso. "Porto sempre con me qualche fazzoletto in più. 
Adesso, cosa potremmo fare ai tuoi capelli? Non puoi andare in strada conciata così". 
Nel tempo che ci volle per metterli in ordine, raccolti con un nastro e appuntati rispettabilmente sotto un cappello a tesa larga in tessuto, mi era venuta in mente una mezza idea su quello che avrei dovuto dire al generale Clinton. 
Attenersi il più possibile alla verità, era questa la prima regola per creare una bugia convincente, ma era passato molto tempo dall'ultima volta in cui ne avevo avuto bisogno.


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