domenica 13 novembre 2016

Scritturate per la terza stagione di Outlander le sorelle Dunsany

Outlander ha scritturato altri due personaggi chiave per la terza stagione della saga di successo della Starz sui viaggi nel tempo. Le nuove arrivate Hannah James e Tanya Reynolds interpreteranno rispettivamente le sorelle Dunsany, Geneva e Isobel.
La Geneva interpretata dalla James, la figlia maggiore, è tanto bella quanto testarda. E non solo, lei è anche petulante, viziata ed esigente con la servitù della propria casa di Helwater. Geneva è abituata ad ottenere esattamente quello che vuole, quando lo vuole. In fondo però ha una vulnerabilità – forse anche un’ingenuità - a causa della sua vita protetta. La Isobel interpretata dalla Reynolds, la sorella minore di Geneva, è calda, accogliente e genuina. Anche se più semplice di sua sorella, Isobel è intrinsecamente più simpatica e compassionevole verso gli altri. Oltre che alle star Balfe e Heughan, si uniscono ai nuovi membri del cast della terza Stagione César Domboy, Lauren Lyle, Wil Johnson, John Bell e David Berry.

Ideata e prodotta da Ronald D. Moore e Sony Pictures TV, la terza stagione sarà basata sul terzo degli otto libri della serie Outlander di Diana Gabaldon, intitolato Voyager. La terza stagione riprende subito dopo che Claire (Caitriona Balfe) viaggia attraverso le pietre per tornare alla sua vita nel 1948. Ora in stato di gravidanza, lotta con le conseguenze della sua improvvisa ricomparsa ed il suo effetto sul suo matrimonio con il primo marito, Frank. Nel frattempo, nel 18° secolo, Jamie (Sam Heughan) soffre le conseguenze del suo destino segnato dall'ultima storica battaglia di Culloden, e della perdita di Claire.

Hannah James, laureata alla Guildford School of Acting nel 2014, interpreta anche il ruolo di Emma Green in Mercy Street trasmesso dalla PBS.  rappresentata da WME, Luber Roklin Management, e Bloomfields Welch Management di Londra.

Da quando si laureò presso l'Oxford School of Drama nel 2015, Tanya Reynolds ha interpretato un ruolo da protagonista in Fanny Lye Deliver'd, al fianco di Maxine Peake e Charles Dance, in uscita il prossimo anno. Ha inoltre appena finito di interpretare un ruolo da protagonista nel dramma di Sky One Delicious, al fianco di Dawn French.

Le riprese sono iniziate per i 13 episodi della terza Stagione nel mese di agosto in Scozia e la produzione si sposterà in Sud Africa nel 2017. Outlander è prodotto dalla Tall Ship Productions, Story Mining & Supply Company e Left Bank Pictures in collaborazione con Sony Pictures Television.

Traduzione di Veronica.

sabato 12 novembre 2016

Dalle Pagine allo Schermo: 2x11 La vendetta è mia & 2x12 L'Ave Maria

Hello Outlanders!

Vi avevo promesso una super puntata della rubrica, ed eccola qua.
Non solo la puntata è doppia, ma l'ho persino lavorata nello stesso momento. Non vi sto nemmeno a spiegare in che condizioni ero alla fine, cervello fumante e delirio isterico compreso.
 

Visto che c'è tanto da leggere, parto subito con la puntata 11 La vendetta è mia.

Inizio puntata - fine minuto 5:04
L'esercito si è spostato nel Nord dell'Inghilterra in attesa degli ordini da Prince Charles. Jamie e il principe e gli altri comandanti parlano di prendere Londra.
Inizio minuto 5:05 - fine minuto 5:54
Claire si occupa di curare le persone nel campo.
Inizio minuto 5:55 - fine minuto 8:02
Prince Charles insiste per proseguire e solo Jamie lo sostiene. Charles si arrabbia con gli altri comandanti.
Inizio minuto 8:03 - fine minuto 10:20
Jamie sostiene le richieste di Charles perché vuole provare a cambiare la storia. Alla fine la maggioranza vuole tornare indietro. Jamie promette ai suoi uomini che li riporterà a Lallybroch.
Inizio minuto 10:21 - fine minuto 12:27, pagina 317
Mentre Claire dorme, Jamie le dice una specie di preghiera in gaelico.
Sono quasi sicura che sia il pezzo preso dal romanzo a pagina 317, anche se non ne sono completamente sicura.
Inizio minuto 12:28 - fine minuto 13:54, pagina 312
Gli altri generali vogliono allontanare Jamie mandandolo a Inverness. Prince Charles nel frattempo se n'è andato con il cavallo di Jamie.
Inizio minuto 13:55 - fine minuto 17:24
Il gruppo si dirige a Inverness; mentre sono accampati vengono attaccati dagli inglesi. Jamie, Claire, Murtagh, Fergus, Dougal e Rupert scappano e vengono inseguiti. Rupert viene ferito dal colpo di un fucile ma il gruppo riesce a seminare gli inglesi nascondendosi in un boschetto.
Inizio minuto 17:25 - fine minuto 26:11, pagine da 257 a 268
I sei trovano una chiesa dove si è nascosto il resto del gruppo. Rupert ha la pallottola nell'occhio e Claire la estrae. In realtà, nel romanzo Ruper muore ma qui è vivo e vegeto.
Nella notte vengono raggiunti dagli inglesi e Jamie vuole arrendersi (ha una taglia sulla testa) in cambio della loro libertà, ma Claire lo anticipa urlando ai soldati di salvarla, in modo che sarà lei ad essere usata come merce di scambio. Nel romanzo è tutto un po' diverso, ma la sostanza non cambia.
Dougal tratta con l'ufficiale inglese, Claire viene data in cambio della loro libertà.
Inizio minuto 26:12 - fine minuto 27:47
Claire parte con gli inglesi e Jamie è subito dietro di loro con Murtgah, mentre gli altri vanno a Nord.
Inizio minuto 27:48 - fine minuto 31:20, pagina 269
Claire e gli inglesi si fermano per la notte in una locanda (si intravede Munro), il giorno dopo ripartono.
Inizio minuto 31:21 - fine minuto 32:58, pagine da 276 a 278
Arrivano a Belmont alla villa del Lord inglese che ospiterà Claire, e si scopre che è il duca di Sandringham
Inizio minuto 32:59 - fine minuto 33:30
Jamie e Murtagh rubano dei cavalli.
Inizio minuto 33:31 - fine minuto 36:37
Claire è a tavola con il Duca. Il dialogo è molto diverso rispetto al romanzo (mi sono scordata di segnare le pagine, sorry). Sandringham dice che gli inglesi sospettano di lui e per quello rimangono nella sua tenuta, così che quando Jamie verrà a salvarla lui li aiuterà se potrà andare con loro. Con questa promessa si impegna a far arrivare un messaggio a Jamie.
Inizio minuto 36:38 - fine minuto 38:47
Claire scrive il messaggio in gaelico (minuto 37:18) e poi entra Mary. Si scopre che Sandringham è il suo padrino e che lei si deve sposare con un uomo scelto da lui.
Inizio minuto 38:48 - fine minuto 40:08
Il corriere di Sandringham trova Munro per dargli la lettera.
Inizio minuto 40:09 - fine minuto 44:03, pagina 281 (40.50), da 282 a 287
Claire vuole dissuadere il Duca a procedere con il matrimonio di Mary, e lui svia il discorso dicendo che le truppe inglesi si allontaneranno per un po'. Claire riconosce nel valletto del Duca l'uomo che ha violentato Mary a Parigi (pagina 281). Questa parte è un po' diversa dal romanzo perché qui tirano in ballo St.Germain anche se in realtà tutto ruota attorno al Duca. 
Poi Sandringham dice di aver avvisato gli inglesi dell'arrivo di Jamie: lo ha venduto per ripulire la sua reputazione.
Inizio minuto 44:04 - fine minuto 45:39
Munro trova Jamie e Murtagh e gli riferisce il messaggio di Claire, poi li porta a Belmont.
Inizio minuto 45:40 - fine minuto 46:34, pagina 288
Claire è chiusa nella camera e vede Munro nel prato. Arriva Mary (pagina 288) e si accordano per scappare.
Inizio minuto 46:35 - fine minuto 50:00
Claire scappa passando dalla cucina dove trova il Duca che mangia. Parlano ancora di St.Germain e poi entra Mary, stava seguendo il piano per scappare, ma vedendo com'è la situazione torna indietro e apre la porta dell'ingresso con l'intenzione di scappare. Vede Munro (più o meno come il romanzo).
Inizio minuto 50:01 - fine puntata
Murtagh e Jamie si avvicinano alla casa. Claire e il Duca sono ancora a tavola quando entra Jamie. Claire viene tenuta in ostaggio dal valletto e Jamie la libera. Nel caos Mary uccide il valletto e Murtagh decapita Sandringham  a colpi di ascia. Nel romanzo questa parte è diversa, tanto che la morte del Duca non si vede ma si scopre più tardi.

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E siamo ora alla puntata 12 L'Ave Maria.

Inizio puntata - fine minuto 6:38
Il gruppo raggiunge il resto delle truppe a Inverness. Rupert si lamenta della strategia del Principe. Jamie chiede a Dougal di andare in perlustrazione e manda Murtagh a prendere Charles (è il 13 aprile). Murtagh dice che ormai Culloden è vicina, Jamie proverà a convincere il Principe a mollare il colpo, mentre Claire si occupa di rifornire le medicine in previsione della battaglia.
Inizio minuto 6:39 - fine minuto 8:49, pagina 308 al minuto 6:58, pagina 310
Claire si reca a Inverness dove incontra Mary: sta comprando del laudano per Alex Randall, con il quale convive. Mary sa che Claire aveva convinto Alex a lasciarla.
Inizio minuto 8:50 - fine minuto 12:07
Prince Charles e gli altri decidono che Culloden è il posto adatto per la battaglia, ma Jamie cerca di convincerli del contrario. Poi tira in ballo l'oro francese che serve per il cibo e le armi (cerca di prendere tempo) ma Charles decide di combattere.
Inizio minuto 12:08 - fine minuto 15:08
Claire va da Mary e Alex, poi arriva Randall. Mary le dice che è stato lui a mantenerli durante la malattia di Alex, Mary è incinta.
Inizio minuto 15:09 - fine minuto 16:37, pagina 187
Randall la ferma fuori dalla stanza e le chiede di curare Alex, anche se Claire gli dice che è spacciato lui le chiede di alleviargli il dolore (pagina 187), Claire accetta in cambio di informazioni delle truppe inglesi. Questa parte è leggermente diversa dal libro.
Inizio minuto 16:38 - fine minuto 17:44
Claire riferisce a Jamie le notizie che ha ricevuto da Randall. L'esercito inglese è a Nairn.
Inizio minuto 17:45 - fine minuto 19:51
Arriva Colum all'accampamento, chiede di Jamie e Dougal.
Inizio minuto 19:52 - fine minuto 25:54, pagine 151, 152
Claire visita Colum, gli dice che sta morendo e lui le risponde che lo sa. Parlano del matrimonio e Colum le chiede di dargli qualcosa per morire (pagine 151, 152). Colum dice a Claire che il bimbo di Geillis è sopravvissuto, e lei gli da il veleno.
Inizio minuto 25:55 - fine minuto 31:58, pagina 311 al minuto 29:05, 312 e 313
Mentre è da Alex, con Mary e Randall, Claire lo aiuta facendogli inalare del fumo terapeutico. Randall si arrabbia con Claire perché non può curarlo. Alex chiede a Randall e a Mary di sposarsi visto che sta per morire. Randall ri rifiuta e se ne va.
Inizio minuto 31:59 - fine minuto 33:04
Dougal torna con la conferma che gli inglesi sono a Nairn e Jamie gli dice che è arrivato Colum.
Inizio minuto 33:05 - fine minuto 39:29, pagina 188
Murtagh si lamenta di Claire che vuole aiutare Alex e Randall, così si propone di sposare Mary al posto di Black Jack ma Claire gli fa capire che la scelta migliore per la ragazza è proprio Randall. Intanto entrano in un pub dove lo trovano mentre beve. Randall chiede a Claire di convincere Alex a non farlo sposare e lei gli ricorda che tanto lui morirà tra 3 giorni. Così Randall, per ripicca tira fuori Wentworth per far arrabbiare Claire.
Inizio minuto 39:30 - fine minuto 45:14, pagine 165 e 166
Jamie e Dougal sono con Colum. Dougal pensa che Colum sia passato dalla parte dei giacobiti e invece lui dice che no, è venuto per mettere a posto le cose prima di morire. Decide che Hamish sia capoclan e Jamie suo tutore. Dougal si arrabbia e Jamie regge la bugia di essere giacobita anche se Colum non ci casca.
Inizio minuto 45:15 - fine minuto 46:36
Randall sposa Mary davanti ad Alex, con Claire e Murtagh come testimoni.
Inizio minuto 46:37 - fine minuto 48:30
Prince Charles e gli altri discutono su quando attaccare.
Inizio minuto 48:31 - fine minuto 54:07
Dougal e Colum: mentre Dougal parla Colum prende il veleno e muore.
Inizio minuto 54:08 - fine minuto 55:50
Alex muore e Randall lo picchia. Ecco, magari questa scena se la potevano risparmiare, visto che nel romanzo Randall adora il fratello e soffre tantissimo per la sua perdita.
Inizio minuto 55:51 - fine minuto 56:50
E' il 15 Aprile, Jamie e Claire parlano di Randall e della sua prossima morte e della promessa di Claire di aiutare Jamie ad ucciderlo.
Inizio minuto 56:51 - fine episodio
Le truppe si spostano verso Culloden e si preparano all'attacco. Il gruppo di Prinche Charles si perde e quindi sono costretti a ritirarsi, perdendo il vantaggio dell'attacco notturno.

E siamo alla fine.
Ragazzi, mi rendo conto di essermi persa per strada un sacco di riferimenti al romanzo. Non so come, non so perché, ma quando mi sono messa a scrivere il post mi sono accorta che mi mancavano degli appunti. Se riesco a recuperare le pagine, metterò a posto i buchi, in caso contrario sappiate che c'è stata una perdita improvvisa e drammatica di foglietti.

Vi aspetto alla prossima ed ultima puntata della rubrica, con tanta pazienza e tanto ammoreh.
See ya!

venerdì 11 novembre 2016

Estratto dal 9°libro: Privacy

Go Tell The Bees That I Am Gone

Mangia Tartarughe ingoiò la sua ultima porzione di pasticcio di tacchino e fece un forte rutto di apprezzamento in direzione di Rachel, poi le porse il suo piatto, dicendo: "Ancora", prima di riprendere la storia che stava raccontando tra un boccone e l'altro. Per fortuna, era per lo più in Mohawk, mentre le parti in inglese parevano avere a che fare con uno dei suoi cugini che aveva subito un parziale sventramento molto comico a seguito di un incontro con un alce infuriato.
Rachel prese il piatto e lo riempì, fissando molto duramente la parte posteriore della testa di Mangia Tartarughe e immaginando che la luce di Cristo lo colpisse. A causa di un'infanzia da orfana e di privazioni, aveva una notevole pratica in tale discernimento ed era in grado di sorridere piacevolmente a Tartarughe mentre gli porgeva il piatto appena riempito ai suoi piedi per non interromperne i gesti.
Il lato positivo, rifletté guardando la culla, era che la conversazione degli uomini aveva cullato Oggy in uno stato di torpore. Con un'occhiata catturò l'attenzione di Ian e con un cenno del capo verso la culla, uscì a godersi il piacere più raro per una madre: dieci minuti da solo nella latrina.
Uscendone rilassata nel corpo e nella mente, non era molto incline a tornare nel capanno. Pensò brevemente di raggiungere a piedi la Casa Grande e far visita a Brianna e Claire, ma la stessa Jenny vi era già andata quando era diventato evidente che i Mohawk avrebbero passato la notte nella casa dei Murray. Rachel era molto affezionata a sua suocera, ma adorava Oggy ed amava follemente Ian - e non voleva la compagnia di nessuno di loro in quel momento.
La serata era fredda, ma non rigida e aveva uno spesso scialle di lana. Una luna gibbosa stava sorgendo in mezzo ad un campo di stelle gloriose e la pace del Cielo sembrava traspirare dalla foresta d'autunno, pungente per le conifere e delicato per le foglie morte. Percorse con attenzione la strada che portava al pozzo, si fermò per bere un sorso d'acqua fredda e poi continuò, arrivando un quarto d'ora più tardi sul bordo di uno sperone roccioso che regalava una vista infinita di montagne e valli, di giorno. Di notte, era come stare seduti sul bordo dell'eternità.
La pace filtrava nella sua anima con il freddo della notte e la cercò, la accolse. Ma c'era ancora una parte della sua mente che era inquieta e un bruciore nel suo cuore era in contrasto con la grande tranquillità che la circondava.
Ian non le avrebbe mai mentito. Aveva detto così, e lei gli aveva creduto. Ma non era così sciocca da pensare che ciò significasse che le avrebbe detto tutto ciò che desiderasse sapere. E lei avrebbe fortemente voluto sapere qualcosa di più su Wakyo'tenyensnohnsa, la donna Mohawk che Ian aveva chiamato Emily... e che aveva amato.
Forse era ancora viva, forse no. Se lei era ancora viva... in che situazione si sarebbe trovata?
Per la prima volta, le venne in mente di chiedersi quanti anni potesse avere Emily, e come fosse il suo aspetto. Ian non lo aveva mai detto; lei non lo aveva mai chiesto. Non le era sembrato importante, ma ora...
Bene. Quando l'avrebbe trovato da solo, glielo avrebbe chiesto, ecco tutto. E con determinazione, rivolse il viso alla luna e il suo cuore alla sua luce interiore e si impose di aspettare.
Fu forse un’ora dopo quando l’oscurità vicino a lei si mosse e Ian fu all’improvviso accanto a lei, un punto caldo nella notte.
“Oggy si è svegliato?” chiese avvolgendosi nello scialle
“Nay ragazza, sta dormendo come un sasso”
 “E i tuoi amici?”
 “Praticamente lo stesso. Ho dato loro un po’ del whisky di zio Jamie”
“Molto ospitale da parte tua Ian”
“Non era esattamente questa la mia intenzione, ma suppongo che di doverla prendere per buona, se ti fa pensare meglio di me”
Le sfiorò i capelli dietro l’orecchio chino la testa e le baciò il lato del collo, rendendo chiara la sua intenzione. Lei esitò per un breve istante, ma poi passo la mano sotto la sua camicia e si lasciò andare, distendendosi sul suo scialle sotto il cielo cosparso di stelle.
- Lascia che siamo solo noi, una volta ancora – pensò – se lui pensa a lei fa che non sia ora.
E così fu che non chiese come fosse Emily, fino a che i Mohawks finalmente partirono, tre giorni dopo.


by Diana Gabaldon
Traduzione di Iolanda

giovedì 10 novembre 2016

Estratto dal9°libro: Non preoccuparti, andrà tutto bene

Go Tell The Bees That I Am Gone

“Orso? Oh, è quello che stai facendo. Claire se lo stava chiedendo.” Sciolse le capre impazienti e loro si buttarono a capofitto nell’erba come anatre in una gora.
 “L'ha fatto, allora” mantenne la sua voce indifferente.
“Non ha detto così” sua sorella disse francamente. ”Ma ha visto che il tuo fucile non c’era mentre stavamo preparando la colazione e si è fermata bruscamente solo per un istante”
Il suo cuore si strinse un po’. Non aveva voluto svegliare Claire quando se n’era andato nel buio, ma avrebbe dovuto dirle la sera prima che aveva intenzione di vedere se poteva mettersi sulle tracce dell’orso che Jo Beardsley aveva visto. C’era stato poco tempo per cacciare mentre lavoravano per far sì che il tetto fosse finito prima dell’inverno – avevano assolutamente bisogno di carne e di grasso. I piedi di Brianna erano migliori, ma non avrebbe resistito giorni sulla pista – Inoltre, avevano solo poche trapunte e una coperta di lana che aveva recuperato da un commerciante Moravo. Una buona pelliccia di orso sarebbe stata di conforto per Claire nelle profonde notti fredde; adesso soffriva il freddo più dell’ultima volta che avevano passato l’inverno al Ridge.

“Sta bene” disse sua sorella e sentì il suo sguardo fisso sul suo viso. “Se lo stava solo chiedendo, sai”
Annuì, senza aggiungere una parola. Poteva passare ancora un po' di tempo prima che Claire si svegliasse e vedesse che se n'era andato con la pistola, e non pensasse a quello.
Prese un respiro e ne vide la spirale bianca, sparita all’istante, sebbene il nuovo sole fosse già caldo sulle sue spalle
“Aye e che ci fai tu qui da sola? È abbastanza lontano per venire a piedi a fare foraggio” Una delle capre si era avvicinata per farsi un giro e stava annusando con interesse la fine penzolante della sua cintura di pelle. Si mise fuori dalla sua portata e con un ginocchio spinse gentilmente via la capra.
"Le sto mettendo all’ingrasso per passare l’inverno” disse indicando la capra impicciona. “Magari si riproducono, se sono pronte. Preferiscono l’erba piuttosto che il foraggio nella foresta, ed è più facile sorvegliarle.”
“Sai molto bene che Jem, Germain e Fanny potrebbero sorvegliarle per te. Il piccolo Oggy ti sta facendo impazzire?” Il bambino stava mettendo i denti e aveva polmoni vigorosi. Potevi sentirlo dalla Casa Grande quando il vento soffiava in senso giusto. “O sei tu che stai facendo impazzire Rachel?”
“Mi piacciono le capre” disse ignorando la sua domanda e spingendo da parte un paio di labbra che rosicchiavano la frangia del suo scialle “[Shoo, capra. - gaelico]. Le pecore sono di buon cuore quando non cercano di travolgerti, ma non sono brillanti. Una capra ha una mente propria.”
“Aye e così tu. Ian diceva sempre che ti piacevano le capre perché sono testarde proprio come lo sei tu”
“Asino” disse lei succintamente
“Bue” replicò lui, agitando verso il suo naso un filo d’erba reciso.
“Mphm” disse “Bene, se vuoi saperlo vengo qui su per pensare, ogni tanto,” disse “e prego”
“oh aye?” disse lui, ma lei strinse le labbra per un momento e tornò a guardare attraverso il prato, proteggendosi gli occhi dall’inclinazione del sole del mattino.
E va bene pensò lui dirà qulunque cosa sia quando sarà pronta
“C’era un orso qui su, vero?” Domandò voltandosi verso di lui. "Potrebbe tornare a prendere le capre?"
“Non è detto. Jo Beardsley l'ha visto pochi giorni fa, qui nel prato, ma non ci sono tracce fresche.”
Jenny ci penso su per un momento, quindi si sedette su una roccia con i licheni, allargando ordinatamente le gonne. Le capre erano tornate al loro pascolo e alzò il viso verso il sole, chiudendo gli occhi.
“Solo uno stolto caccerebbe un orso da solo” disse, i suoi occhi ancora chiusi “Claire me l'ha detto la settimana scorsa”
 “Davvero?” disse in maniera secca” “Ti ha detto che l’ultima volta che ho ucciso un orso, l’ho fatto da solo con il mio pugnale? E che lei mi ha colpito alla testa con un pesce mentre lo stavo facendo?”
Lei aprì gli occhi e lo guardò
“Non ha negato che uno stolto può essere fortunato” osservò. “E se non avessi avuto fortuna del diavolo, dovresti essere morto sei volte finora”
“Sei?” Lui si accigliò disturbato e la fronte di lei si sollevò sorpresa.
“Non stavo veramente contando” disse lei “Era solo una supposizione. Cosa c’è a graidh?
Quel casuale O Amore lo colse inaspettatamente in un ruolo affettuoso e tossì per nasconderlo.
 “Niente” disse scrollando le spalle. “Soltanto, quando ero giovane a Parigi, un’indovina mi disse che sarei morto nove volte prima della mia vera morte. Pensi che dovrei contare anche la febbre dopo che Laoghaire mi ha sparato?”
Scosse la testa con decisione
“No, non saresti morto anche se Claire non fosse tornata con i suoi minuscoli coltelli. Ti saresti alzato e le saresti andato dietro in un giorno o due"
Sorrise
“Avrei potuto”

Traduzione di Iolanda

martedì 8 novembre 2016

Estratto 9°libro: Ogni alba è un nuovo giorno

Era caldo e accogliente sotto il mucchio di coperte e pellicce - ancora più caldo e accogliente per il contrasto con il tocco gelido della mattina sul mio viso. Presi un lungo respiro pulito della nuova aria, sperando che non ci fosse odore di neve. Eravamo stati fortunati, molto fortunati, finora; aveva piovuto solo due volte da quando avevamo lasciato la casa ed ora eravamo in aperta montagna.
Se la giornata si sarebbe sviluppata bene, nessuna rottura al carro, nessuno dei muli con uno zoccolo rotto o con le coliche, i due cavalli non intenti a mordersi l'un l'altro (o noi) e nessuno di natura ostile interessato a noi, avremmo potuto essere in vista di Piedmont per la notte.
Non c'era odore di neve. Sentivo l'odore del fumo, con una sfumatura allettante di caffè bollente. Sorrisi, senza aprire gli occhi. Jamie era sveglio...naturalmente lo era; si svegliava sempre mezz'ora prima dell'alba, a meno che non fosse malato o ferito, e mentre non sentivo il profumo della luce dell'alba, potevo vederne il debole bagliore attraverso le mie palpebre chiuse. Fanny si mosse accanto a me, accoccolata vicina e sistemò la testa sul mio braccio. Dall'altra parte, Germain giaceva sulla schiena, russando come una piccola sega circolare.
Caffè o no, non avevo voglia di alzarmi, ma sapevo che dovevo farlo. Oltre alla fame e il bisogno di fare pipì, potevo sentire l'urgenza di Jamie. Avevamo dovuto percorrere più strada possibile prima del calare della sera; il clima diventava ogni giorno di più una minaccia, e anche se avevamo superato la montagna prima che arrivasse la neve, camminare nel fango fino alle ginocchia per arrivare a Piedmont non era la mia idea di divertimento.
"Svegliati, Sassenach," disse una bassa voce scozzese, e un istante dopo, delle grandi mani ghiacciate scivolarono sotto le pellicce e mi afferrarono entrambi i piedi in una morsa di ferro. Urlai, e così fecero entrambi i bambini, che esplosero fuori dalle copertine come uno stormo di quaglie.
"Cosa...che cosa..." Fanny si era accovacciata in fondo al rifugio di tela, con gli occhi grandi come una scimmietta, i capelli tutti un groviglio.
"[Brutta parola in francese]," mormorò minacciosamente Germain sotto voce. "Che cos'è? La fine del mondo?"
"No, è mattina," dichiarò Jamie pazientemente. Era accovacciato all'ingresso del nostro rifugio, completamente vestito con camicia da caccia, pantaloni e plaid, e con l'allettante profumo di fumo e caffè dietro di lui.
"Più o meno la stessa cosa," brontolò Germain e fece per strisciare di nuovo sotto le coperte.
"Alzati, piccolo pigrone." Jamie lo afferrò per la caviglia e tirò. "Osserva la formica e sii saggio, eh?"
"Le formiche?" Fanny si era seduta e si stava pettinando i capelli con le dita. "Le formiche sono sagge?" Sembrava disorientata, ma non scomposta. A differenza di Germain -e me, se è per questo- si svegliava normalmente nel pieno possesso delle proprie facoltà.
"E' una piccola citazione dalla Bibbia, Frances," disse Jamie, lasciando andare Germain, che era ormai a metà strada fuori dalla tenda, anche se ancora in posizione supina. Lui le sorrise, rosso in viso e allegro nella luce nascente. "Te ne comprerò una, a Wilmington."

giovedì 3 novembre 2016

Caitriona Balfe, Outlander 3 e le scene hot

L’attrice Caitriona Balfe promette più scene hot nella terza stagione di Outlander.
“Se non ho un marito, ho sempre l’altro di riserva.”


**ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER PER CHI NON HA LETTO I LIBRI**

Sono passati solo quattro mesi da quando i fans di Outlander hanno dovuto dire addio a Jamie e Claire nell’emozionante finale di stagione della seconda serie. Ma ci vorrà anche molto prima che la famosa coppia di viaggiatori nel tempo ritorni sugli schermi della Starz per la terza stagione il prossimo Aprile. Fortunatamente nel frattempo potrete consolarvi con la nuova edizione in Blu-ray della stagione 2 in uscita martedì 1 Novembre. E per i più accaniti seguaci della serie e dei romanzi di Diana Gabaldon c’è anche un’edizione speciale che contiene un estratto inedito del nuovo romanzo “Go Tell the Bees That I Am Gone.” La protagonista della serie Caitriona Balfe si è presa una pausa dai suoi intensi 11 mesi di shooting per riflettere sulla seconda stagione e anticiparci perché i fans non rimarranno delusi, soprattutto gli amanti del lato più piccante della serie.

V.F. HWD: Hai sentito che Diana Gabaldon ha annunciato nel weekend che la serie dei romanzi di Outlander terminerà con il decimo libro probabilmente?
Caitriona Balfe: Non lo sapevo!


Ti riporto le esatte parole. Ha detto: “Questa sarà l’ultimissima cosa dell’ultimo libro, che probabilmente sarà il decimo”. Considerando che è già al lavoro sul nono libro, i fans sono letteralmente andati nel panico al pensiero. Che cosa ne pensi?”
Penso sia già grandioso che sia riuscita a scrivere dieci romanzi. Ad un certo punto Jamie e Claire cominceranno ad invecchiare, verso l’ottavo o il nono libro, quindi credo che sia in qualche modo inevitabile.


Alcuni fans saranno distrutti dalla mancanza di libri. Avresti mai pensato, quando hai firmato il contratto, che i romanzi fossero così seguiti? 
 In realtà no. E’ stato fantastico fare parte di qualcosa che nasce direttamente dai fans. Questi personaggi hanno avuto ruoli così importanti nella vita di molte persone: è stato incredibile poterne far parte e vedere che i fans condividono il loro amore per i personaggi e per i libri con noi. Adesso sono consapevole di quanto io sia fortunata: all’inizio non me ne rendevo conto, ho scoperto che esistevano i libri nel momento in cui mi hanno chiesto di ritornare per il casting. Ho letto il primo libro ma non sapevo quanti fossero : gli ultimi tre anni sono stati un viaggio molto illuminante.

So che siete in costante contatto con i fans e che spesso vi fanno notare quando manca qualcosa: che cosa è mancato di più nella seconda stagione?
Posso dire per certo che è mancata molto l’intimità tra Jamie e Claire, anche se ce lo aspettavamo. Penso che sia mancata anche a me e Sam, specialmente all’inizio che era molto concentrato su questioni politiche: credo che quei momenti siano mancati a tutti. Ci sono molti momenti chiave che i fans si aspettano di vedere, quindi ti accorgi decisamente se mancano. Stavo pensando ad un esempio specifico ma l’unica cosa che mi ritorna in mente da cosa vedo su Twitter è “Dov’è il sesso?”. 


Quali di questi momenti chiave non potrete escludere dalla terza stagione?
La prima cosa di cui tutti parlano è la tipografia (quella in cui Jamie e Claire si riuniscono dopo decenni di separazione). “Ci sarà la tipografia? Non dovete cambiare una riga di quella scena.” Non l’abbiamo ancora girata ma credo che gli autori siano perfettamente consapevoli di quello che i fans si aspettano. Ci saranno poi Jamie e la grotta e molto su Claire e Brianna.


La terza stagione vede un bel salto temporale, dalla giovane Claire alla madre di Brianna [interpretata dalla ventiduenne Sophie Skelton]. Che cosa si prova a muoversi avanti e indietro nella vita di un’altra?
È già una cosa difficile provare ad immaginare dove si potrebbe essere tra vent’anni, figuriamoci doverlo fare per qualcun’altro. Ho parlato con una persona recentemente che mi ha spiegato come ciascuno di noi senta di avere la stessa età per tutta la vita: per sua nonna ad esempio, lei aveva sempre 21 anni. Una mia amica mi diceva invece “Penso di avere 28 anni, dovevo essere così felice a quell’età che mi immagino sempre così”.

Con Claire ho dovuto imparare anche questo. Quando ritorna a Boston senza Jamie, è una madre ed è molto professionale ma ha rinnegato una parte di sé: quel lato sensuale e romantico è rimasto nascosto per circa 20 anni. Quando ritorna da Jamie, riscopre anche quello: ritorna ad avere 27 o 28 anni, l’epoca in cui l’ha incontrato, quando si è sentita viva per la prima volta.

Se Claire ha messo da parte il suo lato sensuale e romantico per buona parte della terza stagione, allora dovremo prevedere molti tweet arrabbiati da parte dei fans?
No! Ci sarà un altro tipo di sesso. Penso invece che tutto quello che accadrà dopo la riunione di Jamie e Claire sia speciale. Magari i fans dovranno aspettare un po’ ma non credo sarà così scarsa come la seconda stagione, posso dirlo?


In questa stagione indosserai vestiti moderni e favolosi. Non ti manca un po’ la moda parigina e scozzese, così sfarzosa?
Con grande disappunto dei fans, non ho sentito la mancanza dei corsetti o delle imbottiture nemmeno per un secondo. Poter interpretare gli anni ’40, ’50 e ’60- soprattutto ’60- è stato molto divertente. La costumista Terry Dresbach ha armadi e armadi pieni di vestiti. Alcuni costumi sono stati cuciti nel laboratorio, altri erano capi vintage che aveva lei. Amo come ogni era ci racconti qualcosa delle donne- come se fosse uno strumento di misura. Alcuni capi degli anni ’60 sono così belli che le ho chiesto di rifarmeli uguali.
Per il ritorno indietro nel tempo Terry ha avuto una fantastica idea, molto divertente, per il vestito che Claire porta con sé nel 17° secolo. È molto più tradizionale: mescola un po’ lo stile parigino con quello scozzese, pur essendo molto diverso da quello delle altre stagioni. Nella terza stagione avrò credo un solo costume: nelle altre ne avevo 17, 18, 19; stavolta sarà più semplice, soprattutto verso la fine perché saremo sulla nave.


Quindi non vedremo Claire vestita da pirata?
Esatto. Non credo lo vedremo mai ma sarebbe molto divertente se arrivassi in scena con una benda e un pappagallo.
 

Quando ho incontrato Sam la settimana scorsa, mi ha detto che filmare senza di te “è stato come avere un lutto in famiglia”.
Och! Mi considera già morta. Andata. Troppo triste.
 

Come ti sembra filmare senza Sam?
È molto strano! È vero che io e Sam abbiamo lavorato insieme negli ultimi tre anni, ma è anche vero che quando giravo con Tobias [Menzies che interpreta sia il marito di Claire, Frank Randall, che il cattivo del 17 secolo Black Jack], non c’è mai stato uno stacco totale, io e Sam abbiamo sempre girato almeno due giorni insieme nel frattempo. Mi manca decisamente. L’altro giorno eravamo in sala trucco insieme uno di fianco all’altro e abbiamo pensato “Oh, tu sei nel tuo mondo ed io nel mio”. È molto strano ma la cosa bella è che ho avuto più tempo per lavorare con Tobias. Mi sento molto fortunata: se non ho un marito, ho sempre quello di riserva. Nessuno dei due è una riserva ovviamente, ma si è creata una dinamica strana e allo stesso tempo interessante. Molto presto saremo di nuovo insieme e credo che prima o poi si stancherà di me.



Traduzione di Federica
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martedì 1 novembre 2016

Estratto dal 9°libro: Fantasmi


Go Tell the Bees that I am Gone

"La mamma è stata occupata", disse Brianna, mettendo automaticamente le patate su un ripiano mentre ne selezionava una decina da prendere. "Suppongo lo sia stata anche tu", aggiunse sorridendo a Fanny. "Hai aiutato a raccogliere tutto questo, ne sono sicura."
Fanny abbassò modestamente lo sguardo, ma le brillava un po'.
"Ho raccolto le rape e alcune patate", disse. "Ne sono cresciute molte in quel luogo che chiamano Old Garden. Sotto le erbacce."
"L'Old Garden", ripetè Bree. "Sì, penso di sì." Un brivido che non aveva nulla a che vedere con il freddo della cantina le corse fino al collo, facendole rabbrividire il cuoio capelluto. Sua madre le aveva scritto in una lettera, la cui brevità delle parole la colpirono come proiettili, della morte di Malva Christie nel giardino. E della morte del suo bambino non ancora nato. Sotto le erbacce, appunto.
Lanciò un'occhiata di traverso a Fanny, che stava togliendo una cipolla dalla treccia, ma la ragazza non mostrò nessuna emozione riguardo al giardino; probabilmente nessuno le aveva detto -per ora, pensò Bree- ciò che era successo lì e perché il giardino era stato abbandonato alle erbacce.

"Dovremmo prendere altre patate?" Chiese Fanny, lasciando cadere due cipolle gialle nel cesto. "E forse delle mele, per le frittelle? Se non smette di piovere, quegli uomini rimarranno per la notte. E non abbiamo uova per colazione". 
"Ottima idea", disse Bree, piuttosto colpita alla mente casalinga di Fanny. L'osservazione però la portò a pensare ai misteriosi visitatori.
"Quello che hai detto a Pa...sul fatto che quegli uomini fossero ufficiali. Come facevi a saperlo?" E Come faceva Pa a sapere che tu sapevi una cosa del genere? aggiunse silenziosamente.
Fanny la guardò per un lungo istante, il viso piuttosto inespressivo. Poi sembrò aver improvvisamente preso una decisione su qualcosa, annuì come a se stessa.

"Li ho visti," disse semplicemente. "Molte volte. Nel bordello."
"Nel..." Brianna lasciò quasi cadere la papaia che aveva preso dallo scaffale in alto.
"Bordello," disse di nuovo Fanny. Bree si girò a guardarla; era pallida, ma i suoi occhi erano fermi sotto il berretto. "A Philadelphia".
"Capisco." Brianna sperava che la propria voce e gli occhi fossero tanto tranquilli come quelli di Fanny, e cercò di parlare con calma, nonostante la sua voce interiore inorridisse dicendo Gesù Santo, ha solo undici anni! "Forse...um...Pa, è dove ti ha trovata?"
Gli occhi di Fanny si riempirono improvvisamente di lacrime, e si girò in fretta, armeggiando con uno scaffale di mele.
"No", disse con voce soffocata. "Mia-mia sorella...lei...noi...noi siamo scappate insieme."
"Tua sorella", disse con cautela Bree. "Dove..."

"Lei è morta".
"Oh, Fanny!" Aveva lasciato cadere la papaya, ma non aveva importanza. Abbracciò Fanny e la tenne stretta, come se potesse in qualche modo soffocare il terribile dolore apparso tra di loro, spremendolo fuori. Fanny tremava, in silenzio. "Oh, Fanny," disse di nuovo, a bassa voce e accarezzò la schiena della ragazza come avrebbe fatto con Jem o Mandy, sentendone le ossa delicate sotto le dita.
Non durò a lungo. Dopo un momento, Fanny tornò padrona di se stessa -Bree l'aveva sentito accadere, un blocco, un disegno della carne- e fece un passo indietro, sciogliendosi dall'abbraccio di Bree.
"Va tutto bene", disse velocemente per allontanare le altre lacrime che stavano per arrivare. "Va tutto bene. Lei è al sicuro." Fece un respiro profondo e raddrizzò la schiena. "Dopo...dopo è successo che William mi ha data al signor Fraser. Oh!" Un pensiero la bloccò e sembrò incerta. "Tu...sai di William?"
Per un attimo, la mente di Bree era completamente vuota. William? Ma improvvisamente capì e guardò Fanny, sorpresa.
"William. Vuoi dire... il figlio del sig. Fraser? Di Pa?" Dire quella parola lo aveva portato alla vita; il giovane alto, con gli occhi da gatto e il naso lungo, scuro dove lei era rossa, mentre parlava con lei sulla banchina a Wilmington.
"Sì," disse Fanny, ancora un po' diffidente. "Penso...questo significa che è tuo fratello?"

"Fratellastro, sì." Brianna si sentiva stordita e si chinò a raccogliere i frutti caduti. "Hai detto che ti ha data a Pa?"
"Sì." Fanny prese un altro respiro e si chinò a raccogliere l'ultima mela. Sollevandosi, fissò Bree dritta negli occhi. "Ti dispiace?"
"No", disse Bree, a bassa voce, e accarezzò la tenera guancia di Fanny. "Oh, Fanny, no. Affatto."