lunedì 15 giugno 2015

Uno (o più) Emmy per Outlander

La prima stagione di Outlander, nella programmazione americana, è finita ed ora è tempo di premi...in particolare, noi Sassenachs puntiamo agli Emmy e per portarlo all'attenzione dei media, oggi, lunedì 15 giugno, è stato un organizzato un evento su Twitter alle ore 19:00 per un'ora circa


Come funziona?
Se avete già seguito gli altri eventi organizzati in passato su twitter dalla community internazionale di Outlander, le linee guida sono le stesse e l'hashtag da usare è #EmmysForOutlander

- per partecipare attivamente e far conteggiare i vostri tweet, è necessario che il vostro profilo twitter abbia più di 10 followers.
- oltre all'hashtag, #EmmysForOutlander potete, se volete, aggiungere una frase, un'immagine, una fanart, ma non altri ' # ' onde evitare che il vostro tweet venga considerato spam
- non cliccate su retweet (perchè non servirebbe a far salire in classifica l'hashtag), ma copiate ciò che vorreste ritwittare aggiungendo RT all'inizio del testo
- non aggiungete la parola 'trend'
- non esagerate con i tweets; infatti, oltre 100 tweets in un'ora, il vostro account verrà bloccato


Ricordate che se avete un account protetto, i vostri tweets non verranno conteggiati quindi sarà necessario, se volete partecipare all'evento, 'sbloccare' il vostro account per poi ripristinarne le impostazioni ad evento finito

Anche noi faremo la nostra parte con il nostro account Twitter e saremo davvero contentissime se anche voi deciderete di partecipare ;)

venerdì 12 giugno 2015

Diana Gabaldon e il suo libro visto da un'altra angolazione

Diana Gabaldon parla di come sia stato riscoprire il suo libro attraverso un nuovo mezzo.

I telespettatori si sono appena immersi nel mondo dei viaggi nel tempo di Outlander, la serie drammatico/storica della Starz, ma l'autrice Diana Gabaldon sta esplorando il mondo di Claire (Caitriona Balfe) e Jamie Fraser (Sam Heughan) da più di 20 anni attraverso 8 romanzi bestseller. Con più di 20 milioni di libri venduti e una serie TV appena completata, la Gabaldon si guarda indietro alla riscoperta del suo debutto letterario attraverso un nuovo mezzo di comunicazione.

Attenzione Spoiler
Questa intervista contiene dettagli della trama della Prima Stagione di Outlander.

Qual è stata la parte più soddisfacente dell'avere Outlander in televisione?
E' semplicemente meraviglioso vedere quanto splendidamente abbiano realizzato la storia. A differenza di molti lettori io non mi aspettavo che sarebbe stata una trasposizione letterale pagina per pagina. Capisco il significato di 'adattamento' e hanno fatto un fantastico lavoro. È 'Outlander', chiunque abbia letto i libri e li abbia amati lo riconosce immediatamente, ma allo stesso tempo c'è questo meraviglioso senso di novità e scoperta e perché devono fare delle modifiche affinché si adatti al format televisivo – il modo in cui hanno diviso la storia per poi ricostruirla con questi piccole e carine intersezioni e aggiunte. Riscoprirla come un nuovo e completo mezzo di cominicazione è stato semplicemente meraviglioso.

Seguire il processo di adattamento ti ha fatto notare qualcosa che potresti aver dimenticato o ti ha aiutata a vedere la storia sotto un'altra luce?
Ho scritto il libro molto tempo fa, mi ricordo – è una storia continuativa, per quanto mi riguarda. Ma il fatto è che ci sono un sacco di nuove persone che continuano a scoprirla e me ne parlano e questo la mantiene vivida nella mia mente. Inoltre, la produzione è stata molto gentile nell'includermi. Sono una consulente dello show, ma come ha detto la mia agente quando abbiamo firmato il contratto, “questo può signficare tutto o niente, dipende da quanto piacerai a loro,” e fortunatamente sembro piacergli.
Loro mi mostrano le linee guida e le sceneggiature e le riprese quotidiane, il che è assolutamente affascinante da vedere, ma succede tutto molto lentamente. Guardi una scena girata 25 volte in un giorno, il che è assolutamente affascinante, ma mentre la guardi ti ricordi “questo è ciò a cui stavo pensando mentre scrivevo quella parte del libro,” e così ti riporta tutto alla mente molto gradualmente mentre lavori. E noti anche quali parti sono diverse e pensi, “Oh questo è forte.” non nel senso “Vorrei averlo scritto io,” perché in quel modo non sarebbe stato adatto al mio modo di scrivere , ma solo nel contesto del mezzo visivo, è una cosa grandiosa da fare.

Come hai detto, un libro non può essere adattato letteralmente parola per parola,
allora ci sono dei cambiamenti che hai particolarmente apprezzato – e non nel senso “Vorrei averlo scritto io”, solo che ti hanno colpita in quanto sono stati un'ottima scelta?
Oh certo. Devo dire un certo numero di cose che hanno fatto col personaggio di Gary Lewis, Colum. Nel libro è un leader forte e di bell'aspetto, ma non è come il petardo che lo ha reso Gary, e penso che sia eccezionale ciò che hanno fatto.

Hai fatto un cameo nella Prima Stagione, ma hai la tentazione di scrivere un episodio della prossima stagione?
Forse. Quando Rob e Maril mi hanno parlato prima ancora di aver lanciato lo show, mi dissero, “Saresti interessata nella scrittura del copione?” e io dissi, “Bè, potrei.” e “Ma non ora.” dissi così “per due ragioni : 1) perché non voglio essere responsabile in nessun modo dell'eventuale fallimento di questa importante prima stagione. Non ho mai scritto una sceneggiatura prima. Penso di poter imparare, ma non voglio imparare con questi tempi. È importante che abbia successo, quindi questa prima stagione dovrà essere certamente realizzata da professionisti. Detto questo, se ci sarà uan seconda stagione, ci penserò.”
Il secondo motivo era che mi stavo addentrando nelle fasi finali, quelle che chiamo la frenesia finale di “Written in My Own Blood,” e di solito mi ci vogliono 3 o 4 anni per scrivere un libro. All'inizio procede molto lentamente, e poi riprende a passo d'uomo, come dico io, cioè tipo mille parole al giorno. Quando arriviamo alla fine, io lavoro 12 o 14 ore al giorno senza quasi mangiare e dormire. Non c'è nient'altro a parte il libro per me. È come essere sotto l'effetto di qualche droga che causa molta assuefazione. È come essere attaccato alla presa della corrente per tutto il tempo. Fantasticamente eccitante, ma non riesci a fare altro. Dissi “Posso prendermi l'impegno di scrivere una sceneggiatura quando avrò finito con questo. In altro modo non fa per me.” Abbiamo cominciato a parlare della possibilità, e sarei molto interessata a farlo.

Quale sono state le tue scene preferite da vedere realizzare sullo schermo?
Ci sono moltissime scene fantastiche, semplicemente meravigliose. Ovviamente, l'intero episodio del matrimonio è il preferito di tutti ed è stato realizzato fantasticamente con un lavoro adorabile di adattamento, usando il materiale del libro, ma anche ricostruendolo in modo da far funzionare la drammaticità come episodio, come ha appunto detto la sua sceneggiatrice, prendendo una notte molto lunga e usando i flashback così da non renderlo un episodio troppo lungo. È stato realizzato brillantemente.

C'è stato quel famigerato scambio tra me e Sam...che è accaduto proprio dopo il nostro primo incontro. Eravamo a Los Angeles per i TCA, ma dopo di ciò abbiamo tenuto un evento per 2500 fans all'Orpheum, e hanno chiesto al pubblico di fare domande. Qualcuno chiese, “quale episodi aspetti di vedere girati, o quali sono le tue scene preferite?” e fecero questa domanda al panel. Iniziò in un modo e si concluse in un altro, e la conversazione era già deragliata prima di giungere a me, ma questo mi fece pensare, “Cosa ho più interesse a vedere?” Qualche domanda più tardi qualcuno lo chiese direttamente a me, e così lo dissi “Bè, spero che prenderai questa cosa per come la intendo, Sheughs, ma voglio proprio vederti violentato e torturato.”
Ovviamente tutti impazzirono. Una ragione per cui lo feci è stata perchè sapevo quanto Sam fosse intelligente. Lui e io ci siamo sentiti online per mesi e lui è davvero, davvero brillante. Gli ci sono voluti 30 secondi. Più tardi ho visto la registrazione. Sembrava totalmente esterrafatto per 10 secondi e glielo si vedeva in faccia. Ma non appena le risate si sono calmate lui ha esclamato molto moderatamete, “Oh non vedo l'ora anche io,” il che ha colpito tutti di nuovo. È stato molto intelligente, ma il tutto veniva detto in assoluta serietà – quelle sono alcune delle scene più impegnative che immagino si possano girare.
C'è una sorta di sottigliezza in loro, così come la brutalità, ma il centro emotivo...di solito non si vedono le persone mentre attuano il sadismo, ancor meno la loro reazione ad esso. Vedere qualcuno mentre viene distrutto emotivamente è ovviamente estremamente difficile su una base emotiva. Ma io sono passata attraverso queste scene quando le ho scritte. Conosco ogni cosa che c'è dentro, e quando ne stavo parlando con mio marito dicevo, “Lo racconto in questo modo perché l'immaginazione del lettore è la cosa più importante che hai. Non c'è bisogno di essere espliciti qui. Bisogna evocare piccole e vivide cose, ma non raccontare tutto ciò che accade.”
Lui mi guardò e disse, “Ma tu sai tutto ciò che è successo, vero?” e io “Hai ragione, lo so.” e così è stato anche per gli attori. Loro avevano necessità di sapere molto più di quanto si mostrerà sullo schermo e di farlo...ho visto l'audizione di Sam, ovviamente, ma non avevo visto nessuno dei suoi film. Mi mostrarono una ripresa per la prima volta di The Gathering/Il Raduno, e ho capito che lui era Jamie. Lo aveva capito intrinsecamente, ma fare qualcosa del genere? Non avevo idea. Non avevo ancora conosciuto Tobias. Ed ero molto curiosa di vedere come sarebbe successo. Sono delle scene molto molto toccanti sotto diversi aspetti, ma considerandole solo dal punto di vista della bravura e dell'arte, non avevo mai visto niente di fatto meglio.

Hai parlato con Sam e Tobias di queste scene per dar loro il tuo punto di vista interno?
Sì l'ho fatto. Persino molto presto, per la scena di “Garrison Commander” nell'episodio 6. Quindi molto prima che arrivassero a quella parte, ma quando è cominciato ad essere ovvio che Black Jack iniziasse ad avere interesse in Jamie...La gente mi parla di quell'uomo da anni e anni e anni e io sto molto online, e quindi rispondo loro, a volte con analisi piuttosto dettagliate su com'è, e sul motivo per cui è così, quindi ne ho collezionate parecchie nel corso degli anni anche perché ho pubblicato periodicamente l' ”Outlander Companion” che contiene il background. Comunque ho molto su Black Jack Randall, e quindi ho impacchettato il tutto e l'ho spedito alla produzione e anche a Tobias e agli scrittori dicendo, “In caso vi fosse utile per il vostro lavoro, questo è ciò che so su di lui.”
Ma sì, ho parlato sia a Sam che a Tobias così come con il team della produzione, Ron e Maril, delle scene di Wentworth visto che ci avvicinavamo. Ho detto loro tutto ciò che potevo, e poi poco prima, quando me ne sono andata, ho detto a Sam e Tobias separatamente, “Senti, qualunque cosa riusciate a far funzionare  tra voi per me va bene,” e loro lo hanno fatto funzionare meravigliosamente.

Qualcosa è cambiato nel tuo processo di scrittura nel corso degli anni? O è sempre stato, come hai detto, una passeggiata all'inizio e poi impetuoso?
Sì, bè il ritmo tende ad essere lo stesso. Perché funziona in quel modo. In parte perché per il modo in cui scrivo – non lavoro con una linea guida o seguendo qualcosa. Lavoro finché vedo accadere le cose, e quindi ho tonnellate di piccole parti con cui iniziare, e intanto faccio anche ricerca. Quindi evolvo la cronologia prima nella mia mente, e affianco dei piccoli pezzi che stimolano altri piccoli pezzi e quindi all'inizio è un lavoro di patchwork. Ecco perché è lento. Non so dove tutti giungeranno. Posso solo vederli mentre lo fanno, e pensare, “Perchè agisci così?” ma potrei anche non sapere la risposta per mesi. Poi arriva. Arriva sempre.
Continuando a lavorare ogni giorno, le cose accadono sia nel subconscio che consciamente, e sono perfette, e quindi gradualmente realizzo dei pezzi più grandi, da 60 a 80 pagine di roba in successione che probabilmente è abbastanza a posto. Quando ho cinque o sei di questi lunghi pezzi allora li allineo nella cronologia, e con un po' di fortuna potrò vedere il libro prendere forma. Tutti i miei libri hanno una struttura geometrica interna e una volta che la visualizzo poi posso cominciare a scrivere più velocemente e più facilmente perché in quel momento so fino a che punto arrivare, e so cosa da la motivazione a queste persone per agire in quel modo, perché sono lì e se mi viene qualche idea del come potranno arrivarci, e così posso completare queste parti più facilmente. Una volta vista la struttura tutto si sviluppa ad una velocità che io definisco di massa critica, e il libro prosegue. Prende vita. Non ho più bisogno di pensare nel momento stesso in cui mi siedo, “Bè, e ora cosa succede?” Lo so e basta e riparto da lì.


Hai un momento finale in mente o lo stai trovando con ogni libro?
Attenzione spoiler : Vaghi dettagli sui romanzi di Diana.
No, ciascun libro ha una struttura e si forma in modi particolari, ma quei libri uniti insieme hanno una super-struttura e c'è una connessione tra i libri. Outlander e Dragonfly (L'amuleto d'Ambra + Il Ritorno) sono una coppia perché narrano dei primi momenti di Jamie e Claire, parlano del corteggiamento e dello sviluppo del loro matrimonio, e poi c'è questa disgiunzione prima di arrivare a Voyager (Il Cerchio di Pietre + La Collina delle Fate) che inizia una nuova fase delle loro vite, la riscoperta delle loro indentità, e di chi sono, e di con chi stanno, e poi conduce direttamente a Drums (Tamburi d'Autunno + Passione oltre il Tempo) che è l'evoluzione della famiglia e la sua riconquista, e Fiery Cross (La Croce di fuoco + Vessilli di Guerra) che è la diramazione di quella famiglia in comunità e connessioni.
Poi c'è un'altra divisione prima che inizi Breath of Snow and Ashes (Nevi Infuocate + Cannoni per la libertà) quando la guerra avanza e le cose cominciano ad andare in pezzi, e si svelano queste sub-connessoni tra i libri. Dragonfly e Drums si fanno da eco con la loro struttura interna. Outlander e Voyager sono anch'essi piuttosto simili, hanno questi viaggi e avventure lineari; le cose succedono una dopo l'altra, mentre gli altri due hanno uno sviluppo più interno, e così tutto procede, e non abbiamo ancora raggiunto la fine di questa struttura gigante.
Ne vedo un po' di più ad ogni libro. E stiamo tutti invecchiando, inclusa me. Ci sarà una fine, ma non so esattamente dove andrà a finire, ancora meno come arrivarci. So solo che c'è. La riconoscerò quando ci arriverò.

Da dove trai ispirazione?
Ovunque, come fa ogni scrittore. Possono essere cose che la gente ti dice, cose che vedi che ti colpiscono...o potrebbero essere cose che senti. Ascolti la musica, per esempio, e potrebbe essere musica di quel periodo storico o musica legata ad un periodo storico: la seconda guerra mondiale e così via. È da dove viene Claire, e anche se raramente nomino la Seconda Guerra Mondiale direttamente – a volte ha dei ricordi o flashback, ma non sono comuni – è stata un'esperienza molto formativa per lei e se la porta sempre dietro. Quindi leggere ciò che la gente pensava e diceva e come si sentivano durante la Seconda Guerra Mondiale, mi fa sempre sentire in stretto contatto con lei. Quella è una parte importante del personaggio, anche se non è espressamente citata. Per questo c'è il background.
Andando nel Regno Unito, cosa che faccio spesso, si ha la sensazione che quei luoghi ti parlino. La storia giace su tutto quel territorio. Si trovano degli artefatti. La gente spesso mi manda vecchi libri del 18esimo secolo e anche solo tenendone uno in mano pensi “questo libro c'era allora, qualcuno a quell'epoca lo ha letto” e si ha questa sensazione fantastica, è molto evocativo. Il libro stesso può anche non avere nulla a che fare con ciò a cui stai pensando o che stai facendo, ma la sensazione, il sentire la copertina e il peso...ne hai uno con una copertina di pelle e pensi alle biblioteche dei vecchi Duchi a cose così, e prima che te ne accorga ti ritrovi in un ufficio dove ci sono penne rosicchiate sopra tutta la scrivania perché non è un uomo ordinato e ti stai chiedendo cosa lo infastidisce tanto da fargli mangiucchiare le penne, e la cosa successiva....qualsiasi cosa può farlo, e puoi attingere anche dai tuoi rapporti con la famiglia o con gli amici.

Ho un amico autore che legge voracemente, e un altro che dice che non legge mai perché sente come se rubasse inconsciamente ad altri autori – qual è la tua opionione?
Conosco molti scrittori che lo dicono. Ma penso, “come puoi non leggere? Cosa c'è che non va in te? Come fai a non leggere anche solo per godertelo?” E' vero che si può essere influenzati dalle cose che leggi, ma se sei uno scrittore sei influenzato da tutto, è ciò che contribuisce al tuo concime mentale. Quindi credo che leggendo voracemente, io leggo di tutto, di certo vada scemando l'effetto di ciascun libro, quindi non si è davvero in pericolo di plagio o di essere influenzati. Se è 1 libro sui 300 che hai letto mentre scrivevi non potrà essere così importante.

Cosa guardi nel tempo libero?
Non guardo la televisione regolarmente, a parte Outlander. Occasionalmente trovo degli show che mi piacciono ma hanno già una stagione o due, e poi mi compro il DVD e le guardo così. Sono cresciuta a Flagstaff e ho ancora la mia vecchia casa di famiglia lassù, così vado lì un paio di volte al mese solo per sedermi per un giorno o due e lavorare senza alcun tipo di interruzione, e di solito mi prendo una pausa per la cena e mi guardo due ore di DVD. "Doctor Who" e "Downton Abbey" e "True Blood", questi sono quelli che ho visto. Ho "Breaking Bad", ma non ho ancora iniziato, è solo in attesa sulla mia pila. Come lo è "Game of Thrones" e poche altre.
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giovedì 11 giugno 2015

Prima Stagione di Outlander

Attenzione: Spoilers della Prima Stagione di Outlander, a seguire .

Outlander della Starz ebbe alcuni preconcetti con cui fare i conti prima che il primo episodio fosse mandato in onda. Alcuni gruppi scrissero che il romanzo storico e di viaggi nel tempo non era altro che romanticismo e niente più, mentre altri erano preoccupati per via di una trama incentrata su una donna divisa tra due matrimoni. Non so se i 16 episodi della Prima Stagione abbiano fatto cambiare idea a qualcuno, ma so che la serie ha messo insieme con successo vari toni e sviluppi per indirizzare queste preoccupazioni e per mostrare Outlander ad un'ampia tipologia di pubblico. 
Il romanticismo è decisamente presente. Non è stato però introdotto del tutto fino al settimo episodio, “Il Matrimonio” e poi il legame tra Claire Randall (Caitriona Balfe) e Jamie Fraser (Sam Heughan) era il cuore della storia. Anche se il loro amore reciproco ha dettato il fluire della trama, non è stato predominante, se capite cosa intendo. E anche se siamo nel regno del Romance, Outlander si approccia in modo diverso e apprezzato al sesso e al punto di vista femminile.
La serie si è evoluta e modificata continuamente. Oltre all'ovvio passaggio tra il 1940 e il 1740, la storia continua a muoversi. La connessione tra Jamie e Claire è la costante in un trama che cambia scenari senza mai fermarsi a lungo nello stesso. I continui salti in giro per la Scozia fa in modo che il cast dei personaggi secondati ruoti continuamente. In superficie, incontrare nuovi volti ogni volta sembra uno svantaggio ma favorire l'attaccamento ai personaggi e alla storia nonostante questo ostacolo è uno dei punti di forza della serie. 
Un altro dei punto di forza di Outlander è il suo cast. Se avete letto gli omonimi libri di Diana Gabaldon, probabilmente vi siete approcciati allo show con certe immagini dei personaggi in testa. La distanza tra quelli scelti e i vostri immaginati può essere varia, ma penso che le scelte del cast siano state ottime. Per la maggior parte, gli attori che hanno dato vita ai ruoli saranno quelli che mi immaginerò quando tornerò alla pagina scritta (Arthur Duncan è stato molto più che una caricatura!). La Balfe e Heughan e la loro chimica è stata la chiave del successo, così come lo è stato il doppio ruolo di Tobias Menzies, come Frank Randall e Black Jack Randall, ma molti altri hanno eseguito delle perfomance memorabili.
Gary Lewis ha conferito una forte intesità a Collum MacKenzie, il ritratto straordinario di Laura Donnelly di Jenny Fraser è stato notevole, e Lotte Verbeek ha reso Geillis Duncan un personaggio con cui avere maggiore empatia. Il talento che il cast dei personaggi secondari ha portato in ongi scena ha aiutato a rendere il tutto più amalgamato.
E tornando a Balfe, Heughan e Menzies. 

La Balfe è stata in quasi tutte le scene della serie, e non ha mai vacillato. Ha espresso senza sosta la compassione di Claire, la sua testardaggine e la sua vulnerabilità. La sua perfomance di quel personaggio così complesso ha fatto sì che il pubblico si connettesse a lei e facesse il viaggio al suo fianco.
Heughan ha fatto lo stesso con Jamie, unendo la sua serietà alla ferocia.
Menzies si è occupato dei suoi ruoli splendidamente e ha fatto un lavoro particolarmente meraviglioso rendendo Jack un assolutamente orribile e fastidioso antagonista.
L'ambientazione è essa stessa un personaggio. Gli ampi paesaggi della Scozia hanno aggiunto un'epica qualità alla storia, così come ha fatto il periodo storico.
I costumi di Terry Dresbach, la musica di Bear McCreary, e il design di Jon Gary Steele sono di prim'ordine e hanno contribuito immensamente ha trasportarvi nel mondo di Claire e Jamie.
Le carte in tavola sono cambiate insieme alle locations e al cast, e ha funzionato. All'inizio, si trattava di Claire che tentava di tornare a Craigh na Dun. Poi si trattava di salvarla dagli inglesi – in più di un'occasione – e poi il processo per stregoneria, e poi è stato il turno di Jamie di essere salvato. Hanno mantenuto il tutto interessante con colpi di scena come passare al punto di vista di Jamie per un episodio e fare coalizzare Claire con Jenny (il loro rapporto è stato il migliore), ma soprattutto, è stato estenuante. Quando i personaggi sono in pericolo e poi vengono salvati ripetutamente, lo spettatore si affatica. Gli epsiodi che finiscono con dei climax non sono così pesanti quando c'è sempre il lieto fine. 

Ora, la trama può anche farvi vacillare e farvi dimenticare che il salvataggio è all'orizzionte. Il finale di stagione è stato certamente sufficientemente intenso da avere questo effetto. “To Ransom a Man's Soul” è stato uno delle ore di televisione più crude e dolorose che io abbia mai visto. È stato fastidioso ad un livello profondissimo ma anche piuttosto ben fatto. Conoscere i limiti della crudeltà di Black Jack ha aggiunto contesto ai precedenti incontri con lui. La liberazione di Jamie è anche servita da tabula rasa per la Stagione 2.
 

IL VERDETTO
Outlander ha navigato per territori stimolanti nella prima stagione. Hanno costruito una relazione convincente per Jamie e Claire (e sono giunti al loro matrimonio realisticamente), hanno dato prova che la serie non tratta solo romanticismo, e hanno mantenuto la trama avvincente anche se il cast secondario e le ambientazioni cambiavano continuamente. Una storia forte e delle perfomance straordinarie da parte di tutti i membri del cast – in particolare Balfe, Heughan e Menzies – hanno aiutato  lo show debuttare con successo.

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6 domande a Sam Heughan

L’attore della Starz, Sam Heughan condivide i momenti più difficili e quelli più divertenti da girare durante la stagione 1 dell’adattamento del romanzo di Diana Gabaldon.
Può darsi che Outlander sia più conosciuto e amato come una storia d’amore e di viaggio nel tempo, ma l’adattamento fatto dalla Starz della serie di libri best-seller di Diana Gabaldon è andato verso luoghi molto oscuri nella conclusione della sua prima stagione.
Sam Heughan interpreta Jamie Fraser, il personaggio maschile principale che corteggia Claire (interpretata da Caitriona Balfe), l’infermiera degli anni ’40 trasportata nel tempo, dopo il suo “atterraggio di fortuna” nella Scozia del XVIII secolo.
Jamie esordisce come meraviglioso paladino, ma nel finale di stagione diventa vittima di abusi sessuali e torture per mano del crudele Black Jack Randall (Tobias Menzies), ai quali sopravvive nonostante tutto.
Forte candidato alle nomination agli Emmy Awards come miglior attore, Heughan ha parlato con The Wrap a proposito di quali scene siano state le più difficili da girare (praticamente quelle che vi aspettate), quali le più divertenti (forse non quelle che vi aspettate), e perché mai gli Emmy avrebbero bisogno di una categoria solo per i rossi.

Qual è stata la cosa più difficile che hai dovuto fare in questa stagione?
Credo gli ultimi due episodi… è uno show molto difficile da fare, perché siamo spesso all’aperto, è una storia molto cruda, ma gli ultimi due episodi – con la tortura e il conseguente stupro del mio personaggio – sono stati davvero un paio di episodi molto difficili. Li ho assolutamente apprezzati, mi sono proprio goduto, se questa è la parola giusta, il fatto di avere questa sfida, di recitare qualcosa di così oscuro. Abbiamo avuto delle grandi sceneggiature e un grande regista nella squadra. Ma sì, sono state un paio di settimane difficili, semplicemente andare in quel luogo oscuro per tutto quel tempo. E c’era anche un sacco di lavoro con le protesi, quindi i giorni diventavano senza fine. Ma sono davvero felice per la riuscita.
 
Qual è stata la cosa più divertente  che hai fatto in questa stagione?
Direi che in qualche modo mi è piaciuta questa cosa. Forse sono uno stacanovista, ma mi piace qualsiasi cosa dove devi dimostrare la forza della tua interpretazione, quando devi veramente metterti alla prova. Nella seconda parte della stagione, il mio personaggio fa molto di più e si vede molto di più dal suo punto di vista. Ci sono delle scene grandiose fra me e il personaggio di Caitriona, Claire, specialmente quella vicino al fiume nell’episodio nove, in cui per la prima volta ci vedete scontrarci sul serio, mi è davvero piaciuto, è molto divertente da fare. Sei all’aperto, c’è tutta questa storia costruita in cui la salvo dalle grinfie di Black Jack e ci sono un sacco di emozioni in ballo. È come un giorno in cui si tratta più dell’interpretazione che dell’ottenere la giusta ripresa, della location o di qualsiasi altra cosa. Quindi qualsiasi giorno in cui puoi esprimerti è grandioso.

Supponiamo che qualcuno abbia vissuto fuori dal mondo e non abbia mai sentito parlare di Outlander. Cosa diresti per convincerli a guardarlo?
Probabilmente direi loro che gli darei una bottiglia di whisky se lo guardassero. Direi che è basato su una serie di libri, che è un’avventura piena di azione, un romanzo storico con un viaggio nel tempo, ma che in definitiva si tratta di una storia davvero bella con dei personaggi grandiosi. Forse cresce pian piano, ma la gente vuole investire in una serie televisiva e noi gli diamo questo. Se guardi il nostro show, ti trovi risucchiato in Scozia e in quel mondo. Diventa sempre più forte ad ogni episodio.

Chi altri nello show merita veramente un Emmy e perché?
Credo che tutti lo meritino. Caitriona è magnifica. Ha così tanta energia e trascina lo show. Deve mostrarsi ogni giorno e dare il meglio di sé. Anche Tobias è un attore formidabile. In questi ultimi episodi in cui dovevo andare in certi luoghi interessanti, lui c’era e ci siamo supportati a vicenda e ci siamo fidati l’uno dell’altro. Credo che la fiducia sia la cosa più importante. Se gli attori, il regista e la troupe si fidano gli uni degli altri e stabilisci dei limiti e dei confini, dai a tutti lo spazio per fare un gran lavoro. Credo che abbiamo un fantastico reparto costumi, fantastici sceneggiatori, fantastici registi – dateci semplicemente un Emmy per tutto.

Sei uno spettatore incallito? Da una volta a settimana? Qual è stata l’ultima cosa (televisiva) di cui ti sei abbuffato?
Sono assolutamente uno spettatore incallito. Adoro i documentari, lo so, suona terribile, ma l’ultima cosa che ho fatto è stato passare alcune ore su Netflix a guardare qualsiasi documentario avessero. È così, li amo. Ma anche le serie TV – mi piacciono Vickings, The Walking Deads, Mad Men. Breaking Bad, ovviamente, è il massimo. La depravazione della mia dipendenza risale ai Sopranos e da molto prima. Tutte le serie americane, credo davvero che la TV americana sia quella migliore al momento. Ma amo i documentari, devo dirlo.

Se potessi aggiungere una categoria agli Emmy, seriamente o per scherzo, quale sarebbe?
Il Ginger Award (premio per i rossi). L’attore più rosso. Non sono un rosso naturale, devo tingermi per la serie, ma credo che sarei ammesso in quella categoria. Christina Hendricks ci sarebbe di sicuro, anche Damian Lewis. Credo che ce ne sia qualche altro là fuori. Il Ginger Award. I rossi hanno una cattiva reputazione. A scuola vengono presi in giro. Quindi dovremmo sentirci dispiaciuti per loro. Lo dico solo perché ora ho una barba rossa, interpreto un rosso. E comincio a capire cosa devono sopportare.

Outlander sta attualmente girando la seconda stagione.

Nuova stagione, nuovi volti

Con la nuova stagione di Outlander, nella storia di Jamie e Claire raccontata in 'Dragonfly in Amber' ( L'amuleto d'ambra e il Ritorno) entreranno molti altri nuovi personaggi.
La serie Starz ha annunciato 4 nuovi ingressi nella serie...



Andrew Gower sarà 
Bonnie Prince Charlie
Attore inglese, diplomatosi alla School of Drama di Oxford, è noto per la parte di Cutler in Being Human e per la parte di Mullery in Monroe; ha interpretato vari personaggi in varie serie televisive come The White Queen (Lord Strange), Misfits (Jocker) e I Borgia. Oltre alle televisione, ha un'ampia storia di teatro e con il suo gruppo musicale Emerson ha spesso suonato nel The Cavern Club, locale di liverpool in cui nacquero i Beatles)
Nella serie Outlander interpreterà Bonnie Prince Charlie, rampollo della casata degli Stuart che la rivolta giacobita terminata a Culloden cercerà di riportare sul trono. Amante del bere e delle belle donne, incontrerà Jamie e Claire in Francia e sarà intenzionato ad ottenere la gloria non importa a quale prezzo.


Romann Berrox 
sarà il giovane Fergus
Giovanissimo attore francese di 13 anni, nonostante la giovane età ha già nel suo curriculum molti ruoli e apparizioni sulla televisione francese.
Nella serie Outlander interpreterà Fergus Claudel, borsaiolo di strada che si imbatterà in Jamie sulle strade di Parigi e che per tutto il secondo libro (e anche oltre) aiuterà il nostro scozzese legandosi a lui anche a livello affettivo.


Dominque Pinon 
sarà Mastro Raymond
Attore francese, è forse più noto per la sua interpretazione nel film Il Favoloso Mondo di Amelie, ma nella sua carriera cinematografica lo incontriamo anche in altre pellicole come Delicatessen, Alien-la clonazione, La leggenda del santo bevitore e Frantic.
Nella serie Outlander interpreterà Mastro Raymond, un personaggio misterioso ed esperto di botanica e rimedi naturali, ma anche di occultismo e di politica. Sa molto più di ciò che sembra e aiuterà Claire in alcuni momenti difficili.


Rosie Day sarà Mary Hawkins
Attrice inglese, ha già lavorato con un volto noto della serie, infatti come Laura Donnelly, ha intepretato Heart of Lightness (che sarà presentato in Italia all'Ischia film festival 2015 il 28 giugno) con Sam Heughan. E' apparsa anche in altre serie tv come Doctors e Misfits e ha portato sul palcoscenico teatrale opere di Dumas ( I miserabili) e Shakespeare ( Il racconto d'inverno)
Nella serie Outlander interpreterà Mary Hawkins; giovane donna inglese a cui verrà imposto un matrimonio con un nobile francese, ma le sue vicissitudini parigine non sembreranno andare in questa direzione.

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mercoledì 10 giugno 2015

Diana Gabaldon, George Martin...e Tobias Menzies

Il creatore di 'Game of Thrones' rivuole il suo attore preferito di 'Outlander' nel suo show.
 
Edmure Tully interpretato da Tobias Menzies non è apparso nello show dal Red Wedding.
É tempo per Edmure Tully (Tobias Menzies) di fare il suo ritorno in Game of Thrones?
L'autore George R.R. Martin pensa di sì, come ha rivelato sul suo blog personale, dove ha lodato il lavoro di Menzies nello show della Starz, Outlander.

Edmure, zio di Robb Stark (Richard Madden) e fratello di Catelyn Stark (Michelle Fairley) non è apparso nello show dal Red Wedding della terza stagione, quando si era sposato con Roslin (Alexandra Dowling) la figlia di Walder Frey (David Bradley). Lord Frey tradì gli Stark, lasciando solo Edmure, come parente di Robb, sopravvissuto al matrimonio.
“Se non state già guardando Outlander, vi state perdendo una serie televisiva eccezionale. Bellissima da vedere, e le performance dei tre protagonisti sono straordinarie,” ha scritto Martin, aggiungendo che spera che gli showrunner David Benioff e D.B. Weiss inviteranno Menzies a tornare.
“Tobias Menzies, che ha interpretato Brutus in Rome della HBO e Edmure Tully in Game of  Thrones,
è specialmente degno di nota nel suo doppio ruolo. (Spero solo che saremmo in grado di riaverlo indietro, se e quando D&D decideranno di tornare nelle Riverlands),” ha scritto. 
Walder Frey è stato menzionato negli anni fino alla sua ultima apparizione sullo schermo, e presumibilmente Edmure rimarrà suo prigioniero a The Twins. Nei libri, c'è un ulteriore trama che coinvolge Edmure che deve ancora essere messa in scena nella serie TV, con lui che viene usato come una pedina contro lo zio Brynden Tully, che detiene la loro terra d'origine a Riverrun.
In Outlander, Menzies è diventato uno dei preferiti dai fans per il suo lavoro nei panni del sadico Black Jack Randall. L'adattamento dei romanzi con i viaggi nel tempo della Gabaldon, dal produttore esecutivo Ronald D. Moore, è stato rinnovato per la seconda stagione.

[THR]

martedì 9 giugno 2015

Outlander S2: cast e spoiler

Colpi di scena originali e una regia più complessa attende la seconda stagione di Outlander.

L'attesissima seconda stagione della serie di successo targata Starz, Outlander debutterà nel 2016, ma la produzione della serie è già iniziata. Ci sono già stati anche i primi annunci del nuovo cast.
[Comte St. Germain e Jared Fraser]
Audrey Brisson, attrice di teatro consolidata, si unirà al cast di Outlander nella Stagione 2. Il suo ruolo sarà quello di suor Angelique, una suora di L'Hopital des Anges a Parigi.
Nel secondo libro della serie di Diana Gabaldon, Dragonfly in Amber (L'amuleto d'ambra + Il Ritorno), Claire passerà moltissimo tempo a L'Hopital Des Anges come volontaria. Anche se ci sono stati alcuni cambiamenti tra la serie tv e la serie di libri, gli elementi più importanti che caratterizzeranno la storia sono rimasti gli stessi.
Il ruolo della Brisson è considerato un ruolo di guest star, ma potrà anche evolvere in qualcosa di più durante i lavori della serie. Sappiamo che ad un certo punto Claire passerà dall'essere una volontaria ad essere una paziente, quindi dovremo aspettare e vedere come progredirà il suo ruolo.
In un'intervista, il produttore esecutivo Ron Moore ha fornito alcuni dettagli che riguardano la prossima stagione. Sappiamo che la fine della prima stagione corrisponde alla fine del primo libro, cosa che potrebbe influenzare la regia dello spettacolo.
"Il piano generale è cercare di fare una stagione per ogni libro." ha detto Moore. "Alcuni dei libri sono più corposi di altri, quindi abbiamo avuto delle conversazioni tipo, 'beh, sai, ad un certo punto abbiamo dovuto dividere un libro in due stagioni,' ma in questo momento non siamo ancora a quel punto quindi il piano è quello di fare tutto 'Dragonfly in Amber' nella Stagione 2."
Moore ha continuato dicendo che il secondo libro è più complesso del primo quindi sarà necessario adattarlo in modo diverso per la produzione televisiva. Ciò significa che dovranno apportare alcune modifiche così che sullo schermo possa esserci un senso, ma i disordini politici non mancheranno.
"Ci saranno colpi di scena che non ci sono nel libro", annuncia Moore.

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