venerdì 13 gennaio 2012

The Fraser Prophecy

«È interessante che siano proprio i Fraser, non vi pare?»
«Siano proprio i Fraser... che cosa?» domandai, avanzando mio malgrado verso lo scrittoio.
«L'oggetto della profezia, naturalmente», replicò, un po' sorpreso. «Non ne sapete nulla? Ma forse, essendo vostro marito un discendente illegittimo...»
«Non ne so nulla, no».
«Ah». Il Reverendo, che stava cominciando a divertirsi, colse al volo l'opportunità di informarmi in proposito.
«Pensavo proprio che Mrs. Abernathy ve ne avesse parlato, visto che nutre un tale interesse per l'argomento da avermi persino scritto a Edimburgo in cerca di informazioni.» spiegò, spingendomi sotto il naso il Reperto numero Uno. «Scritta dal profeta Brahan: avrete almeno sentito parlare di Brahan?» Benché, a giudicare dal suo tono, non ci sperasse troppo, in effetti io lo conoscevo: si trattava di un profeta del sedicesimo secolo tipo Nostradamus, ma in versione scozzese.
«Sì, ne ho sentito parlare. Si tratta di una profezia riguardante i Fraser?»
«I Fraser di Lovat, aye. Nonostante il linguaggio sia poetico, come ho fatto notare a Mrs. Abernathy, il suo
significato è abbastanza chiaro. La profezia afferma che dal lignaggio di Lovat scaturirà un nuovo sovrano di Scozia. Ciò avverrà dopo l'eclissi dei 're della rosa bianca'»
La Collina delle Fate

Non so voi, ma a me questo pezzo ha sempre incuriosito e ho fatto qualche piccola ricerca...
Il profeta qui citato è Brahan Seer, o meglio conosciuto con la versione gaelica del suo nome Coinneach Odhar, ma si è messo in discussione anche la sua reale esistenza. In ogni caso, si dice sia stato un Mackenzie, vissuto nel 1600 (pare essere morto nel 1678) e che si sedesse in mezzo a dei cerchi di pietra per favorire le sue visioni. Per quanto riguarda la profezia...non ho trovato nulla di concreto anche se in un verso cita dei capiclan scozzesi tra cui un rosso Fraser...

...dite che questo rosso della linea di sangue dei Fraser di Lovat possa avere a che fare con Brianna? (per non citare altri personaggi più in aria di spoiler per chi non ha letto tutta la saga -_^ )

giovedì 5 gennaio 2012

Video Trailer (FanMade)

è bene sottolinearlo data la grande aspettativa che abbiamo su un eventuale film o pellicola sulla saga. In rete ho trovato questo video fanmade che ricorda molto un vero trailer e che a me sembra ben fatto.
L'autrice è BellaBorgia86 ...voi che ne pensate?

martedì 3 gennaio 2012

Punizioni

«Dov’è Fergus?» domandai non appena il cancello si fu richiuso dietro di noi. 
Jamie sbuffò. «In cucina, in attesa del castigo, suppongo.»
«Castigo? Che vuoi dire?» gli chiesi. Scoppiò inaspettatamente a ridere. 
«Be’», rispose, «ero seduto nello studio a chiedermi dove diavolo fossi finita, e stavo quasi per venire io stesso giù all’Hôpital, quando la porta si è spalancata di colpo e il giovane Fergus è entrato correndo e si è gettato ai miei piedi, pregandomi di ucciderlo lì dove si trovava.»
«Ucciderlo? E perché mai?»
«Be’, è quello che gli ho chiesto anch’io, Sassenach. Credevo che magari foste caduti in un’imboscata di briganti, lungo il tragitto: ci sono bande di pericolose canaglie, sai, in giro per le strade, e io pensavo che potesse comportarsi così solo per un motivo del genere. Invece mi ha detto che eri al cancello, perciò mi sono precipitato a vedere se stavi bene, con Fergus alle calcagna che blaterava a proposito di aver tradito la mia fiducia e di essere indegno di chiamarmi padrone, pregandomi addirittura di picchiarlo a morte. Siccome faticavo un po’ a pensare, in tutto quel marasma, gli ho detto che mi sarei occupato di lui più tardi, e l’ho spedito in cucina.»
«Oh, cazzo!» sbottai. «È davvero convinto di aver tradito la tua fiducia solo perché sono tornata a casa un po’ in ritardo?»
Jamie mi lanciò un’occhiata in tralice. «Aye, già. E se è per questo anche per averti lasciato viaggiare in compagnia di uno sconosciuto. Giura che sarebbe stato pronto a gettarsi davanti ai cavalli, pur di non lasciarti salire in carrozza, se non fosse stato che tu», soggiunse tagliente, «sembravi in buoni rapporti con quell’uomo.»
«Non vorrai mica picchiarlo sul serio, vero?» domandai un po’ allarmata. «Non è stata minimamente colpa sua: sono stata io a insistere per accettare l’offerta di Monsieur Forez. Voglio dire, se c’è qualcuno che merita le botte, quella sono io.»
Girandosi in direzione della cucina, Jamie mi scoccò un’occhiata sardonica. «Aye, già», concordò. «Siccome ho giurato di astenermi da simili azioni, tuttavia, dovrò accontentarmi di Fergus.»
«Jamie! Non puoi!» Mi arrestai di colpo, strattonandogli il braccio. «Jamie! Ti prego!» Poi scorsi il sorriso nascosto nell’angolo della sua bocca e sospirai di sollievo.
Si fermò qualche istante dietro la porta che conduceva verso la cucina per allacciarsi i polsini e raddrizzarsi il colletto rigido.
«Sono presentabile?» mi chiese, ravviandosi i capelli folti e ribelli. «Forse dovrei andare a prendere la giacca... non so come ci si debba esattamente vestire, per le ramanzine.»
«Stai benissimo», replicai, reprimendo un sorriso. «Hai un’aria molto severa.» 
«Oh, meno male», sospirò, poi raddrizzò le spalle, a labbra strette. «Spero che non mi venga da ridere, rovinerebbe tutto», mormorò, aprendo la porta che dava sulla scala della cucina.

da l'Amuleto d'Ambra

giovedì 29 dicembre 2011

Il Prigioniero Scozzese

è da poco uscito il nuovo libro di Diana Gabaldon, The Scottish Prisoner, stavolta della serie che ha per protagonista Lord John. Il brano qui sotto però ha come personaggio qualcuno che conosciamo molto bene:


Faceva freddo nella soffitta, e la sua mente mezza addormentata tentava di uscire dalla morsa del freddo quando le parole risuonarono nella sua mente.
"Bravo ragazzo."
Il vento colpì la stalla e rimbombò forte su tutto il tetto. Una consistente folata di vento carica del profumo di neve si mescolò alla sonnolenza, e due o tre cavalli di sotto cominciarono a muoversi, a grugnire e a fare rumore. Helwater. La consapevolezza del luogo si impresse in lui e i frammenti di Scozia e Lallybroch si incrinarono e volarono via lontani, fragili come un velo di fango secco.
Helwater. La paglia screpitò sotto di lui, i suoi arti si stiracchiarono attraverso la superfice ruvida, punzecchiandolo attraverso la camicia. Aria scura, viva intorno a lui.
Il ragazzino ...
Avevano portato nella Casa il ceppo natalizio quel pomeriggio, tutta la casa aveva assistito, le donne inarcando le sopracciglia, gli uomini con il volto arrossato per il lavoro, barcollando, cantando, trascinando l'enorme tronco con delle corde, la sua corteccia solcava la neve in profondità dove passava accumulandola alta su entrambi i lati.
Willie era a cavalcioni sopra il ceppo, urlando per l'eccitazione, aggrappato alla corda. Una volta tornati a casa, Isobel aveva cercato di insegnargli a cantare "Good King Wenceslaus", ma andava al di là delle sue possibilità, e dondolò avanti e indietro tutto il tempo fino a quando sua nonna aveva dichiarato che l'avrebbe fatta diventare matta e ordinò a Peggy di portarlo nella stalla, per aiutare Jamie and Crusoe a portare i rami di pino e abete freschi di taglio. Eccitato, Willie cavalcavò sulla sella di Jamie fino al boschetto, e si fermò obbediente su un ceppo su cui Jamie lo aveva fatto sedere, fuori dalla portata degli alberi, mentre i rami venivano tagliati. Poi aiutò a caricarli, stringendo al petto due o tre i rami profumati e tagliuzzati, mettendoli accuratamente in un grande cesto, quindi lo fece di nuovo, più volte, incurante di dove il suo fardello era effettivamente atterrato.
Jamie si girò, accoccolandosi più in profondità nella massa di coperte, con sonnolenza, ricordando. Aveva continuato, con quel ritmo, avanti e indietro, avanti e indietro anche se era rosso in faccia e ansimava, fino a quando lasciò cadere l'ultimo ramo sul mucchio. Jamie aveva guardato in basso per trovare un Willie raggiante che lo guardava con orgoglio, rise e disse d'impulso, «Sì, che bravo ragazzino. Andiamo. Andiamo a casa ".
William si era addormentato sulla strada del ritorno a casa, con la testa pesante come una palla di cannone nel suo berretto di lana contro il petto di Jamie. Jamie era smontato con cura, tenendo il bambino in braccio, ma Willie si era svegliato, guardando intontito Jamie disse: "WEN-sess-loss", chiaro come una campana, poi cadde di nuovo addormentato. Si era svegliato esattamente nel momento in cui lo stava consegnando alla governante Elspeth e Jamie lo aveva sentito, mentre se ne andava, dire alla tata "Sono un bravo ragazzino!"
Ma quelle parole nascevano dai suoi sogni, da qualche altra parte, e da molto tempo prima. Suo padre lo aveva detto anche a lui, una volta?
Pensava di sì, e per un istante, solo un istante, era con suo padre e suo fratello Willie, mentre teneva il primo pesce che avesse mai preso da solo, viscido e agitato, ed entrambi ridevano di lui, con lui in allegria.
"Bravo ragazzo!"
Willie. Dio, Willie. Sono così contento che gli abbiano dato il tuo nome. Raramente si ricordava di suo fratello; Willie era morto di vaiolo quando aveva undici anni, Jamie, otto. Ma ogni tanto, poteva sentire Willie vicino a lui, a volte sua madre o suo padre. Più frequentemente, Claire.
Vorrei che potessi vederlo, Sassenach, pensò. È un bravo ragazzo. Forte e irritante, aggiunge con onestà, ma bravo.

The Scottish Prisoner


Traduzione amatoriale e quindi non ufficiale, fatta senza scopo di lucro

mercoledì 28 dicembre 2011

Gadgets del Blog: il SegnaOutlander

Dopo tantissimo tempo, ritornano i Gadget del Blog con un altro segnalibro in tema Outlander!
Dopo Craigh na Dun e Fraser's Ridge, un altro luogo estremamente significativo per i nostri Jamie e Claire: Lallybroch!



Che ne pensate?

giovedì 22 dicembre 2011

Jerry & Dolly...

dal titolo di questo post magari non si capirà ci sono, ma dal brano qui sotto e dal libro da cui è tratto si...

Jerry chiuse il tettuccio sopra la sua testa. Era un giorno umido e bagnato, tipico del Northumberland, ed il suo respiro condensava in pochi secondi sul plexiglass.
Si sporse in avanti per asciugarlo, per poi emettere un acuto guaito, sentendo che alcune ciocche dei suoi capelli si strappavano. Aveva dimenticato di abbassarsi. Nuovamente.
Mormorando un’imprecazione, sganciò il tettuccio e le ciocche castane che erano rimaste incastrate volarono via, catturate dal vento.
Chiuso di nu
ovo il tettuccio, si accovacciò aspettando il segnale per il decollo.
Arrivato il segnale,
iniziò pian piano a tirare l’acceleratore e l’aeroplano iniziò a muoversi.
Portò automaticamente la mano alla sua tasca, sussurrando “Ti amo Dolly”…ognuno aveva il suo piccolo rituale nei pochi momenti precedenti il decollo.
Per Jerry MacKenzie consisteva nel viso di sua moglie e nella pietra portafortuna che usualmente portava nascosta sull’addome. L’aveva trovata lei su una collina rocciosa dell’isola di Lewis, dove avevano trascorso la loro breve luna di miele – uno zaffiro grezzo, molto raro- aveva detto lei.
“Come te” le aveva risposto e l’aveva baciata
Stavolta non ne aveva bisogno contro i nemici, ma non poteva considerarsi veramente un rituale se fatto solo ogni tanto, no? Ed anche se non avesse dovuto combattere, era comunque necessaria molta attenzione.


brano tratto da A Leaf on the Wind of All Hallows

Un enorme grazie a Mary per la preziosa traduzione!

avete indovinato chi sono? -_^

domenica 16 ottobre 2011

Incontri

Brianna non ebbe alcun dubbio sin dalla prima occhiata, al tempo stesso molto e per nulla sorpresa; lui non era esattamente come se lo era immaginato - sembrava più piccolo, delle normali dimensioni di un uomo - ma il suo viso aveva gli stessi tratti del proprio: il lungo naso diritto e la mandibola tenace, oltre agli allungati occhi da gatto incastonati in ossa massicce.
Mentre usciva dall'ombra degli aceri, il sole gli accese tra la chioma sprazzi ramati. Quasi inconsciamente lei  sollevò una mano e si ravviò una ciocca dei propri capelli dal viso, notando con la coda dell'occhio il medesimo luccichio d'oro rosso.
« Chi stai cercando, ragazza? » domandò. Brusco, ma non scortese. La sua voce era più profonda di quanto si fosse immaginata, la erre arrotata delle Highlands leggera ma ben distinguibile.
«Te», rispose lei tutto d'un fiato. Le parve che il cuore le si fosse incastrato in gola, bloccandole l'uscita delle parole.
Le stava abbastanza vicino perché potesse annusare un vago sentore del suo sudore misto all'effluvio del legno segato di fresco: notò una spolverata di segatura dorata nelle maniche arrotolate della sua camicia di lino. Lui socchiuse gli occhi, divertito, mentre lei lo squadrava in ogni dettaglio del suo abbigliamento, poi sollevò un sopracciglio rossiccio e scosse la testa.
«Spiacente, figliola», si scusò con un mezzo sorriso. «Sono sposato. »
Fece per oltrepassarla, e lei emise un piccolo suono strozzato, tendendo la mano per fermarlo senza però osare del tutto toccargli la manica. Lui si fermò e la guardò con maggior attenzione. « No, guarda che parlavo sul serio: ho una moglie a casa, e casa mia non è molto lontana», soggiunse, nell'evidente desiderio di mostrarsi gentile.
« Sei... tu sei Jamie Fraser, non è vero? »
Lui le lanciò un'occhiata dura.
«Sì», rispose. Il suo volto era di nuovo guardingo, gli occhi stretti contro il sole. Si guardò rapidamente alle spalle in direzione della taverna, ma nulla si muoveva nel vano della porta aperta.
Avanzò di un passo verso di lei.
« Chi ti manda? » domandò piano. « Hai un messaggio per me, figliola? »
«Mi chiamo Brianna», rispose. Lo vide corrugare la fronte, incerto, e poi i suoi occhi ebbero un guizzo. Lo sapeva! Aveva già sentito quel nome e significava qualcosa per lui. Deglutì a fatica, sentendosi avvampare le guance come se se le fosse scottate alla fiamma di una candela.
« Sono tua figlia », dichiarò, con una voce che suonò strozzata alle sue stesse orecchie. « Brianna. »
Lui rimase immobile, senza cambiare minimamente espressione. L'aveva sentita, tuttavia; impallidì, dopodiché un intenso, doloroso rossore gli salì su dalla gola e gli inondò il viso, improvviso come un fuoco tra le stoppie e altrettanto vivido di quello di lei.


Passione oltre al tempo